Feb. 20th, 2020

SMS

Feb. 20th, 2020 06:42 pm
Titolo: SMS
Fandom: Persona 4
Personaggi: Naoto Shirogane, Rise Kujikawa
Avvertimenti: Demenziale
Missione: M3 (Prompt: 3-4-5)
Numero di parole: 1404
 
 
Finalmente, pace.
Naoto si sedette alla sua scrivania, con la tazza di tè caldo nella mano destra, e aprì il suo computer portatile, pronta per cominciare il suo solito lavoro notturno.
Era così bello lavorare di notte.
Tutti gli altri abitanti del condominio dormivano, fuori non c'era nessuno e in casa sua non volava una mosca.
Era il momento perfetto per concentrarsi.
Nessuno poteva disturbarl-
Bip-bip.
La detective sospirò, allungando la mano verso il suo telefono cellulare che, poggiato sulla scrivania poco lontano da dove lei si era seduta, l'aveva appena avvertita dell'arrivo di un messaggio.
Quello poteva dire due cose e, in entrambi i casi, non erano belle notizie.
La prima: qualcuno dei suoi amici era nei guai e le stava chiedendo aiuto (non c'erano altri motivi per scriverle così tardi a notte fonda); la seconda: era successo qualcosa e lei doveva immediatamente correre in centrale.
Sapendo che in entrambi i casi avrebbe dovuto necessariamente rispondere, la ragazza afferrò il suo cellulare e lo aprì, guardando immediatamente tra i messaggi ricevuti.
 
Rise Kujikawa: “Io credo che tu saresti una perfetta omega, Naoto. ”
 
...
Naoto non era sicura di aver completamente compreso cosa quel messaggio stesse a significare.
Un'omega? In che senso? Cosa aveva lei di simile ad una lettera dell'alfabeto greco?
 
Naoto Shirogane: “NN CAPISCO DI CS TU STIA PARLANDO.”
 
Forse era una sorta di indovinello?
No, non poteva essere così.
Forse era un messaggio in codice? Una richiesta d'aiuto?!
La detective si alzò immediatamente dalla sedia, iniziando a cercare il suo cappotto.
Se Rise aveva bisogno di aiuto lei doveva salvarla.
Non poteva lasciare che le succedesse qualcosa.
Bip-bip.
Naoto portò nuovamente lo sguardo al suo telefono.
 
Rise Kujikawa: “Parlo di ABO, Naoto. Come fai a non capirlo?? (°ー°〃)”
 
“ABO...?”
Che quella fosse la chiave per leggere il messaggio...?
Bip-bip.
 
Rise Kujikawa: “E comunque secondo me Yu-senpai è un alfa! (๑♡⌓♡๑)”
 
Una lampadina si accese nella sua testa.
Ok, forse quel discorso non gli era completamente nuovo.
Rise aveva già avuto un dialogo simile con Yukiko, proprio quella mattina a scuola.
Naoto sospirò, togliendosi il cappotto di dosso e tornando alla sua scrivania, mentre cercava con tutta se stessa di mantenere la calma.
 
Naoto Shirogane: “L'OMEGAVERSE T STA FACENDO MALE. 6 OSSESSIONATA. DORMI.”
 
Già, l'omegaverse.
Erano giorni che Rise e Yukiko non parlavano d'altro.
Tutto era iniziato circa due settimane prima, quando la loro senpai era arrivata a scuola con un manga tra le mani che, testuali parole, “anche se non era del tutto convinta, le era sembrato interessante e lo aveva comprato”.
Se le avessero chiesto di descrivere il momento esatto prima di una catastrofe, quello sarebbe stato l'esempio perfetto.
Le due ragazze avevano iniziato a leggere il manga e... non avevano più smesso.
Adesso passavo le pause scolastiche a parlare solo ed esclusivamente di quello.
Avevano anche provato a far entrare lei in quel mondo, ma Naoto aveva rifiutato.
Forse quello il fine ultimo dei messaggi che Rise le aveva inviato poco prima era proprio quello di tentare nuovamente di trascinarla nell'omegaverse.
Bip-bip.
 
Rise Kujikawa: “Dormire?! Non posso dormire!ヽ(`Д´)ノ  Non ho ancora finito di leggere questo volume!! <(`^´)>”
 
...
 
Naoto Shirogane: “SN LE 2:30. DORMI. DMN C'È SCUOLA.”
 
Sicura che la discussione fosse finita, la detective posò il telefono sulla scrivania, tornando al suo lavoro.
Non aveva tempo da perdere.
Bip-bip.
Naoto afferrò nuovamente il cellulare, con un moto stizzito.
 
Rise Kujikawa: “Beh, sono le 2:30 anche per te, Naoto. Cosa stai facendo? (o≖◡≖)”
 
Stava lavorando. Ecco cosa stava facendo.
La detective non riuscì neanche a rispondere che un altro messaggio apparve davanti a lei.
 
Rise Kujikawa: “Ammettilo, stai leggendo anche tu un omegaverse, vero? ヾ(≧▽≦*)o È inutile che lo nascondi Naoto~”
 
...Ma possibile che si fosse fumata il cervello fino a quel punto?
 
Naoto Shirogane: “STO LAVORANDO. NN SCRIVERMI +. A DMN.”
 
Naoto rimase per qualche secondo ad osservare lo schermo del suo telefono, attendendo una possibile risposta della idol e sperando, allo stesso tempo, che quella non arrivasse mai.
Vedendo che niente stava arrivando, fece per mettere nuovamente il telefono sulla scrivania ma, proprio in quel momento, il solito "bip-bip" arrivò dal cellulare.
 
Rise Kujikawa: “Non posso dormire, Naoto. (っ=﹏=c) Ne sento il bisogno fisico.”
 
Il bisogno fisico di cosa?
Un altro messaggio apparve subito dopo, lasciando la detective ancora più confusa.
 
Rise Kujikawa: “Voglio il knot di Yu-senpai.ヾ(´囗`)ノ ”
 
Cosa diamine era un knot?!
Visto che Rise non accennava a mandare un messaggio esplicativo, la detective tornò a osservare il suo computer e aprì il browser.
Poi, digitò “knot omegaverse” nella barra di ricerca...
...e chiuse immediatamente il suo pc, le guance in fiamme.
 
Naoto Shirogane: “RISE. SMETYILA DI MANFARMI QUESTU MESAAGGI O GIURO KE T BLOKCO.”
 
Solo quando aveva ormai inviato il messaggio Naoto si rese conto della quantità di errori che aveva inserito nel scriverlo.
Doveva calmarsi.
Non era da lei perdere il controllo in quel modo.
In più, Rise stava chiaramente male.
La sua ossessione per il Senpai l'aveva già preoccupata in passato, ma ora che si era aggiunta anche quella dell'omegaverse la idol era diventata davvero spaventosa.
Bip-bip.
Stavolta Naoto aveva quasi paura a leggere il messaggio che le era stato inviato.
 
Rise Kujikawa: “No, Naoto. Non puoi capire. (`ヘ´) Come faccio se lo dà prima a qualcun'altra? O, peggio, a qualcun altro?! HAI VISTO COME SI GUARDANO LUI E YOSUKE-SENPAI?! ヽ(`Д´)ノ”
 
...Ci mancava anche la scenata di gelosia adesso.
Ma poi, Yu e Yosuke? Da quando? Lei si sarebbe preoccupata di Yukiko e Chie piuttosto.
 
Naoto Shirogane: “RISE, TRANQ. NN SUCCEDE NNT SE NN 6 LA PRIMA. ANKE SE DUBITO K IL PRIMO SARÀ YOSUKE-SENPAI.”
 
La risposta non tardò ad arrivare.
 
Rise Kujikawa: “Ma allora non capisci proprio il punto! (`ヘ´) Usando il knot si hanno molte più possibilità di mettere incinta l'omega!
Capisci che disastro se funziona con qualcun altro?! ヽ(`Д´)ノ”
 
Ora sì che il discorso stava prendendo una piega assurda.
Come poteva quel discorso essere minimamente collegato ai suoi sospetti tra Yu e Yosuke?!
 
Naoto Shirogane: “ALLORA MI PREOCCUPEREI DELLE ALTRE, NN DI YOSUKE-SENPAI.”
 
Bip-bip. Wow, veramente veloce.
 
Rise Kujikawa: “COME NO!?!??!? GUARDA CHE ESISTE L'MPREG!!! COME FACCIO SE QUEI DUE FANNO UN BAMBINO?! o(╥﹏╥)o”
 
E ora che cavolo era l'MPREG?
Ma poi aspetta... “Se quei due fanno un bambino”...?
No... non poteva essere seria...
Naoto rimase per un po' a guardare il suo cellulare, senza sapere cosa rispondere.
Era completamente senza parole.
Rise doveva farsi vedere e da qualcuno bravo.
Bip-bip.
 
Rise Kujikawa: “Naoto?? Perché non mi rispondi?? o(╥﹏╥)o”
 
Ed era pure insistente.
La detective sospirò, cercando di restare il più calma possibile.
 
Naoto Shirogane: “RISE, È TARDI. DEVO LAVORARE. BASTA. NE RIPARLIAMO DMN, OK?”
 
Sperando che il giorno dopo la idol fosse tornata in sé.
 
Rise Kujikawa: “Ok... buona notte Naoto ~(=^–^)”
 
La ragazza posò finalmente il cellulare sulla scrivania.
Forse non tutto era perduto.
Magari Rise aveva bevuto qualcosa prima di scriverle quei messaggi e per questo aveva scritto quelle cose assurde.
Già, il giorno dopo le cose sarebbero andare sicuramente meglio.
Ora doveva solo mettersi a lavorare.
La detective aprì nuovamente il suo portatile, chiudendo immediatamente l'immagine del knot che le apparve davanti agli occhi e tornando ai suoi fascicoli.
Finalmente, pace–
Bip-bip.
...No, questa volta non avrebbe guardato il telefono.
Doveva davvero lavorare.
Bip-bip.
Non avrebbe mai finito altrimenti.
Bip-bip.
Quel caso non si sarebbe risolto da solo.
Bip-bip.
«Oh insomma!»
Naoto afferrò il cellulare, esasperata.
Quando guardò lo schermo, si ritrovò davanti quattro messaggi.
 
Rise Kujikawa: “Naoto.”
Rise Kujikawa: “Naoto, rispondi. (`ヘ´) ”
Rise Kujikawa: “Naoto, è importante. ヽ(`Д´)ノ”
Rise Kujikawa: “Naoto!! HO BISOGNO DEL TUO AIUTO!! ヾ(´囗`)ノ”
 
La detective dubitava della veridicità di quelle parole, ma rispose comunque alla sua amica.
 
Naoto Shirogane: “K C'È ADESSO?”
 
Che Rise avesse davvero bisogno del suo aiuto adesso?
Bip-bip.
 
Rise Kujikawa: “Puoi venire da me? ~(=^–^)”
 
Da lei? A quell'ora?
Come già era successo quella sera, la risposta alla sua domanda arrivò prima che lei potesse anche solo iniziare a digitare qualcosa.
 
Rise Kujikawa: “Ho preso la sciarpa di Yu-senpai oggi, di nascosto. (o≖◡≖) 
Devo studiarne i feromoni e capire se sono la sua omega.  ~(=^–^) Per favore aiutami!
Ho preso anche quella di Yosuke-senpai così possiamo vedere se c'è anche solo la remota possibilità che quei due abbiano un bambino! (*•̀ᴗ•́*)”
 
Naoto rimase immobile per qualche secondo, spaesata dal nuovo picco di delirio che quei messaggi avevano raggiunto.
Poi, semplicemente, spense il suo telefono.

Titolo: Flying Fairy
Fandom: Bravely Default
Personaggi: Tiz Arrior, Edea Lee, Agnès Oblige, Airy
Avvertimenti: SPOILER, Missing Moment
Note: Il trio di personaggi (Tiz, Agnès e Edea) appartiene all’universo precedente a quello in cui iniziano gli eventi del gioco.
Missione: M2 – Mitologia celtica e irlandese (elemento ripreso: fate maligne della mitologia celtica)
Numero di parole: 575
 
Airy li aveva presi in giro.
Quando quella convinzione si fece strada nella sua mente, Tiz Arrior si trovava disteso sul ponte della nave che li aveva accompagnati durante il loro viaggio, senza che il suo corpo riuscisse a muoversi di un singolo millimetro, la ferita allo stomaco così profonda da impedirgli addirittura di respirare.
Accanto a lui, il ragazzo sapeva che si trovavano le altre sue due compagne.
Avrebbe voluto voltarsi verso di loro, accertarsi che stessero bene, correre ad aiutarle...
...Ma non aveva il coraggio di voltarsi verso di loro. Perché? Perché oramai sapeva che era troppo tardi.
Aveva visto il momento in cui la fatina si era trasformata in quella belva e le aveva colpite con i suoi stessi occhi.
Era successo proprio lì, davanti a lui.
Gli bastava chiudere le palpebre, anche sol sbatterle, per far sì che la scena di poco prima si dipingesse nella sua mente, così vivida da spaventarlo ogni volta.
Quando Airy aveva rivelato il suo doppio gioco, Edea Lee si era frapposta tra Agnès Oblige e la fata dei cristalli e aveva sguainato la sua spada, pronta a difendere la sua amica.
Il loro nemico aveva riso di quel gesto, con la sua solita dolce voce che, adesso, aveva al suo interno una punta di malignità che Tiz non aveva mai captato prima.
Ed era stato in quel momento che il ragazzo aveva capito cosa stava per succedere.
Di fronte a ciò, Tiz aveva afferrato l'ascia che si trovava sulla sua schiena, pronto a lanciarsi contro il mostro che si trovava a pochi centimetri da lui.
Ma, quando si era lanciato in avanti, con l'arma alzata sopra la sua testa, era già troppo tardi per agire.
Un urlo di dolore uscì dalle labbra di Edea e il ragazzo non potè far altro che guardare la sua compagna venire scaraventata per aria, per poi sbattere con forza contro il parapetto della nave e cadere al suolo, sul pavimento di legno.
Il sangue di Tiz era gelato nelle sue vene quando aveva visto l'enorme ferita che si trovava sul ventre della ragazza.
Non c'erano dubbi. La figlia del Templare era morta sul colpo.
Nonostante ciò, Agnès aveva gridato il suo nome e si era diretta verso di lei, ma, esattamente come era successo solo un secondo prima, Airy aveva attaccato nuovamente, e anche la vestale era caduta al suolo, inerme.
I ricordi di Tiz, da quel punto in poi, erano troppo confusi.
La paura e il dolore avevano ormai preso il sopravvento.
Ricordava di aver attaccato la fata, di aver fatto roteare l'ascia sopra la sua testa e di essersi lanciato contro il corpo del suo nemico...
Poi, il buio.
Quando si era risvegliato, si era ritrovato lì, disteso a terra sul ponte della nave che li aveva accompagnati nella loro avventura.
E da lì non si era mosso.
L'unica cosa che aveva fatto in quei suoi ultimi momenti di vita – che sembravano durare un'eternità – era stata osservare il cielo azzurro sopra di lui, senza osare chiudere gli occhi.
Non voleva rivivere quei momenti.
Non voleva rivedere le sue compagne venire uccise.
Non voleva accettare di essere stato tradito da qualcuno che, fino a poche ore prima, aveva considerato parte del suo gruppo.
E per questo rimase lì, attendendo che la morte arrivasse e lo portasse via, mentre la dolce risata della fatina risuonava, ancora, nelle sue orecchie, quasi come se volesse tormentarlo fino alla fine.
Titolo: Are you proud of me?
Fandom: Bravely Default (Second)
Personaggi: Anne
Avvertimenti: SPOILER, Missing Moment
Missione: M2 – Mitologia celtica e irlandese (elemento ripreso: fate maligne della mitologia celtica)
Numero di parole: 538
 
Aveva perso.
Quando quella convinzione si fece chiara nella mente di Anne, era troppo tardi per lei.
L'attacco di Yew la colpì in pieno e la fata cadde a terra, la forza ormai sparita dalle sue bellissime ali dorate che il suo signore le aveva donato.
«C-Che disdetta...»
Anne portò lo sguardo a terra, osservando come il suolo si stesse facendo sempre più vicino.
Stava riacquistando la sua forma originale. Quella di una mera, piccola fatina dalle ali nere.
E ancora non riusciva a crederci.
Perché? Perché le cose stavano andando in quel modo?
Lei aveva fatto di tutto per Lord Providence.
Aveva ingannato quei quattro ragazzi, due anni prima, per far in modo che sua sorella Airy non si intromettesse nei suoi piani.
Aveva passato mesi in compagnia di uno stupido umano, così insopportabile che Anne si era chiesta più volte perché, tra tutti, doveva trovare proprio lui.
Ma questo non l'aveva fermata.
Aveva sopportato tutto, anche l'attesa della fine del piano di sua sorella, anche l'essere considerata il braccio destro di quell'uomo che si faceva chiamare Kaiser.
Tutto per quel momento.
Per il giorno in cui il suo padrone sarebbe giunto su quella terra e l'avrebbe distrutta.
Ogni volta che pensava a ciò che avrebbe atteso Luxendarc, Anne non riusciva a contenere il suo entusiasmo.
Voleva vederlo.
Voleva sentirlo.
Voleva viverlo.
Allora perché stava perdendo?
Perché non riusciva più a muoversi?
Perché non era capace di mantenere la forma che il suo signore le aveva donato?
La fatina digrignò i denti, riuscendo finalmente ad alzarsi in volo, le piccole ali nere che le facevano male.
No. Era impossibile.
Lei non aveva perso.
Lei doveva combattere.
Doveva continuare a lottare, così da poter vedere finalmente ciò che Lord Providence le aveva promesso.
Ma, nonostante ci provasse, non riusciva a lanciare nessun incantesimo.
Adesso era lì, che barcollava nell'aria, non riuscendo a mantenere neanche un volo stabile, mentre una forte malinconia si faceva strada in lei.
Sapeva di non aver fallito.
Dopotutto, anche se era stata sconfitta in battaglia, oramai il portale era stato aperto.
Lord Providence sarebbe arrivato su Luxendarc e l'avrebbe distrutta.
Quello era il piano fin dall'inizio.
Ma, per qualche motivo, Anne non era affatto contenta.
Non riusciva ad accettare quella sconfitta.
Non riusciva ad accettare di aver perso la possibilità di vedere ciò per cui aveva combattuto così a lungo.
Non riusciva ad accettare che il suo signore non la riconoscesse come degna del suo ruolo.
Quando quel pensiero si formò nella sua mente, gli occhi Anne si spalancarono.
Già. Ecco qual era il problema.
Nonostante tutto ciò che la fatina avesse fatto fino a quel momento, Lord Providence non le aveva mai detto niente.
Non l'aveva mai lodata.
Il mondo intorno a lei si faceva sempre più oscuro.
Le sue ali iniziarono a cedere e Anne rischiò più volte di cadere al suolo, mentre le sue labbra si schiudevano e la domanda che da tanto tempo le attanagliava il cuore fuoriusciva da esse.
«Venerabile...»
Le sue ali non riuscivano più a reggere neanche il suo misero peso.
«...siete...»
Le sue palpebre erano troppo pesanti per restare aperte.
«...fiero di...»
La fatina cadde al suolo, la voce che ormai era diventata un sussurro.
«...me?»

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