Fandom: Bravely Default
Personaggi: Tiz
Note: SPOILER
Missione: M6 - Ritornare dove tutto è finito
Parole: 270
 
Quello era il posto in cui la sua vita era finita.
Tiz osservò l'enorme voragine che si trovava di fronte a lui, nel punto esatto in cui pochi mesi prima sorgeva Norende.
La città che da sempre aveva conosciuto e in cui aveva vissuto fin da bambino era scomparsa, non lasciando nessuna traccia dietro di sé, come se fosse stata viva solo in un sogno, come se non fosse stata reale, come se non fosse mai esistita.
E, adesso, Tiz era l'unica prova della vita di quella cittadina.
Senza che neanche avesse avuto possibilità di scelta, il ragazzo si era ritrovato a essere l'unico sopravvissuto di quella tragedia che, nonostante fosse ormai passato tempo, continuava a tormentarlo.
Perché lui era ancora vivo?
Se lo era chiesto più volte durante il suo viaggio.
Aveva continuato a viaggiare, sperando di ottenere giorno una risposta a quella domanda che lo stava perseguitando.
Poi, si era finalmente ricordato cosa era accaduto quel giorno.
Lui era morto lì, insieme a tutti gli altri.
La vita che stava vivendo non era altro che quella di qualcun altro, di quell'anima che non sapeva né come né perché si era impossessata del suo corpo.
Il ragazzo sapeva che poteva far finta di niente, che poteva continuare a vivere...
...ma non poteva lasciare le cose andassero così.
Ed era per questo che, adesso, si trovava lì.
Perché aveva giurato che, qualsiasi quella fosse, avrebbe accettato la verità.
Tiz chiuse gli occhi, lasciando che quell'anima a lui estranea lo abbandonasse definitivamente.
Nel momento in cui il suo corpo tocco terra, non era rimasto altro di lui che un guscio vuoto.
Fandom: Bravely Default (Bravely Second)
Ship: Ringabel x Edea
Note: SPOILER (Bravely Second), Missing Moment 
Missione: M6 - Le parole che il cuore sussurra
Parole: 300
 
Ringabel sapeva di doversene andare.
Non solo il ragazzo aveva creato problemi insistendo per poter stare accanto ad Edea (anche se in incognito) ma aveva anche infranto qualsiasi regola nel momento in cui aveva rivelato la sua identità, qualche ora prima.
Se il Comandante lo avesse saputo sarebbero stati guai.
Per questo doveva fare in fretta.
Aveva già aiutato quei quattro nella battaglia contro Yoko e, ora che aveva salutato tutti quanti, poteva finalmente andarsene, facendo finta che niente di tutto quello fosse successo.
«Ringabel, aspetta!»
...Ma quando la voce di Edea gli arrivò alle orecchie, il ragazzo si fermò, ancor prima di potersene rendere conto.
«Edea, devo andare.» disse lui, con la voce più ferma che potesse usare.
«Guardami.» disse lei.
Il ragazzo poteva sentire lo sguardo della guerriera fisso sulla sua schiena ma non aveva il coraggio di voltarsi.
Sapeva che se lo avesse fatto, allora sarebbe stato davvero difficile andarsene.
Soprattutto adesso che non poteva usare più il ruolo di Alternis Dim per stare al suo fianco.
«Ringabel, ti ho detto di guardarmi!» ripetè lei, questa volta a voce più alta.
Il ragazzo strinse i pugni.
«Edea, sul serio, devo andar–»
Prima ancora che potesse finire la frase, Ringabel sentì Edea afferrare il suo braccio con forza e fu costretto a voltarsi verso di lei.
E fu nel momento in cui i loro sguardi si incrociarono che tutti i pensieri razionali di poco prima scomparvero.
L'unica cosa che il ragazzo poteva sentire solo la voglia di stringerla a sé e non lasciarla mai più andare.
Così. prima che Edea potesse urlargli contro – azione che era ovvio che la ragazza stesse per compiere – Ringabel unì le sue labbra con quelle di lei, ascoltando, dopo tanto tempo, solo ciò che il suo cuore gli ordinava di fare.

Wings

Mar. 29th, 2020 08:58 pm
Titolo: Wings
Fandom: Bravely Default
Ship: Tiz x Agnès
Note/Warnings: Soulmate!AU, Wing!fic
Missione: M2 – Wing!fic
Parole: 250
 
Per quale stupido motivo incontrare la propria anima gemella doveva farti crescere delle ali?
Quella domanda affliggeva la mente di Tiz da sempre, fin da quando, da bambino, il ragazzo era venuto a conoscenza di quella strana mutazione.
Non riusciva a vederne il senso.
Anche se le ali erano sicuramente qualcosa di bellissimo da vedere, questo non significava che fossero comode.
Tiz non riusciva minimamente ad immaginare come potesse condurre la sua vita con quelle due enormi appendici attaccate alla sua schiena.
Insomma, la vita di tutti i giorni sarebbe stata decisamente limitata.
Per questo, anche se anche lui sapeva quanto fosse illogico, Tiz aveva seriamente iniziato a sperare di non incontrare la sua anima gemella.
Insomma, che senso aveva quella ricerca se l'unico risultato era rendere la vita meno libera di prima? Quanto tempo gli ci sarebbe voluto per abituarsi?
Ma, nel momento in cui i suoi occhi incrociarono quelli di Agnès e il ragazzo sentì le sue ali iniziare a crescere dietro la sua schiena, tutti quei pensieri negativi scomparvero.
Non gli importava più di tutto quello che non avrebbe potuto fare.
Non gli importava più quanto la vita sarebbe diventata limitante.
Non gli importava più del tempo che ci avrebbe messo per abituarsi a quell'improvviso e assurdo cambiamento.
L'unica cosa che voleva fare era afferrare la mano di quella bellissima ragazza e volare via con lei, godendosi a pieno quella stupenda libertà che gli era stata appena donata e che, solo in quel momento, Tiz aveva compreso.
Titolo: Qui in amore præcipitavit pejus perit, quam si saxo saliat
Fandom: Fire Emblem Three Houses
Ship: Hubert x Edelgard (one sided)
Missione: M5 – Qui in amore præcipitavit pejus perit, quam si saxo saliat (Chi si innamora incontra un destino peggiore di chi salta da una roccia.)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Edelgard era il suo tutto.
Quella era stata la verità che, fin da piccolo, aveva accompagnato Hubert nella sua vita.
Non importava cosa la sua imperatrice decidesse di fare, lui sarebbe sempre stato al suo fianco, fino alla fine.
«Sua Maestà...»
Ma, adesso che la fine era arrivata davvero. Aveva combattuto. Aveva fatto di tutto per quella donna che lui aveva amato, fin dal primo momento in cui lei gli aveva parlato.
Ma, così, adesso si ritrovava in fin di vita.
E, mentre i suoi occhi si chiudevano, Hubert si domandò se, almeno un po', Edelgard avrebbe pensato a lui.

 
 
 
Titolo: Si vis amari, ama
Fandom: Persona 4
Ship: Kanji x Naoto
Missione: M5 – Si vis amari, ama. (Se vuoi essere amato, ama)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Nonostante Naoto non volesse ammetterlo, lei aveva bisogno di essere amata.
Anche se aveva da sempre sostenuto che l'amore non facesse per lei, infatti, la ragazza era segretamente diventata sempre più interessata a quel sentimento. Eppure non aveva ancora avuto il coraggio di fare il primo passo. Certo, c'erano state delle persone che le erano piaciute però, ogni volta che il rapporto evolveva, la detective si tirava sempre indietro, mossa dalla paura di non essere ricambiata. Ma, quando Kanji le disse che l'unica cosa da fare per essere amati era amare, Naoto decise che era arrivato il momento di buttarsi.

 
 
 
Titolo: Odero, si potero; si non, invitus amabo
Fandom: Fire Emblem Three Houses
Ship: Dimitri x Edelgard
Missione: M5 – Odero, si potero; si non, invitus amabo. (Ti odierò se potrò, altrimenti mio malgrado ti amerò)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Dimitri sapeva di dover odiare Edelgard.
Lei era il suo nemico. Ma, suo malgrado, non lo accettava.
Ogni giorno, ogni minuto, ogni singolo istante, lui pensava a lei.
A quella bambina che gli aveva insegnato a ballare, molti anni prima.
A quella ragazza che aveva combattuto al suo fianco.
A quella donna che lui aveva giurato di uccidere, con le sue stesse mani.
Lei era il nemico, lo sapeva, ma, nonostante tutto, Dimitri non riusciva a eliminare quel sentimento di amore che, anche in quel momento, durante la loro ultima battaglia, lo stava facendo soffrire più di ogni altra cosa.
 
Titolo: Ama mihi cum mererem minus, quoniam erit cum ne egerent
Fandom: Fire Emblem Three Houses
Ship: Dimitri x Edelgard
Missione: M5 – Ama mihi cum mererem minus, quoniam erit cum ne egerent. (Amami quando meno me lo merito, perché sarà quando ne avrò più bisogno)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Edelgard sapeva che Dimitri la amava.
Quella consapevolezza si era fatta strada dentro di lei ormai da tempo, fin da quando si erano rivisti al monastero.
Ma lei aveva sempre fatto finta di non vedere.
Per quanto le facesse male, lei aveva un compito che non poteva lasciare a nessun altro.
Così, si era fatta odiare.
Aveva ucciso i suoi compagni.
Aveva occupato il suo regno.
Era arrivata a trasformarsi in un mostro.
«El...»
Ma quando Dimitri le tese la mano, Edelgard capì che l'unica cosa di cui aveva sempre avuto bisogno era solo quell'amore che aveva deciso di allontanare.

 
 
Titolo: Amor tussique non celatur
Fandom: Persona 4
Ship: Kanji x Naoto
Missione: M5 – Amor tussique non celatur. (L’amore e la tosse non si nascondono)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Naoto era sempre stata brava a nascondere i suoi sentimenti.
Dopotutto riuscire a non mostrare ciò che si provava alle persone era un'abilità fondamentale per un detective.
Ma, per la prima volta, aveva trovato un sentimento che non riusciva a nascondere in alcun modo: l'amore.
Non sapeva neanche lei perché ma, da quando si era resa conto di essersi innamorata, qualsiasi suo sforzo era andato vano.
Così, ogni volta che Kanji si voltava verso di lei, Naoto distoglieva lo sguardo e abbassava la visiera del capello, sperando che il diretto interessato non si rendesse conto del rossore sulle sue guance.

 
 
 
Titolo: Illi poena datur qui semper amat nec amatur
Fandom: Persona 4
Ship: Rise x Yu (one sided)
Missione: M5 – Illi poena datur qui semper amat nec amatur. (Soffre le pene chi sempre ama e non è amato)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Innamorarsi del Senpai non era stata una sua scelta.
Rise ricordava perfettamente il momento in cui Yu le aveva sorriso per la prima volta, facendole sentire il suo cuore perdere un battito nel petto.
Ricordava anche il modo in cui si era sentita quando l'aveva accettata nel loro gruppo.
E, soprattutto, ricordava il giorno in cui lui l'aveva rifiutata.
La idol si rannicchiò maggiormente su se stessa, mentre le poche lacrime che le erano rimaste continuavano a rigarle le guance.
Era passata una settimana da allora, ma lei non si era ancora ripresa.
E, difficilmente, si sarebbe sentita meglio presto.
 
Titolo: Odi et amo
Fandom: Danganronpa
Ship: Kyotaka x Mondo
Missione: M5 – Odi et amo. (Odio e amo)
Nota: SPOILER
Tipo: pure drabble

 
Kyotaka odiava Mondo.
Erano ormai passati tre giorni da quando si era scoperta l'identità dell'assassino di Chihiro e più il tempo passava più il ragazzo sentiva quel sentimento farsi strada dentro di lui.
Mondo gli aveva mentito.
Gli aveva promesso che sarebbe stato con lui e che avrebbero trovato una via di uscita, insieme.
...invece lo aveva tradito, uccidendo una loro compagna.
E quello era imperdonabile.
Lo odiava. Lo odiava con tutto se stesso.
Ma, quando vide il viso di Mondo apparire sullo schermo di quel computer, Kyotaka non riuscì più a reprimere tutto l'amore che provava nei suoi confronti.

 
 
 
Titolo: Donec dies elucescat
Fandom: Persona 3
Ship: Mitsuru x Akihiko
Missione: M5 – Donec dies elucescat (Fino a che non spunta il giorno)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Quando tutta quella storia era iniziata, Mitsuru aveva accettato senza alcun problema il suo destino.
Sapeva che non aveva senso ribellarsi.
Il mondo era in pericolo e lei era una delle poche persone che poteva difenderlo.
Ma, più tempo stava con Akihiko, più le cose cambiavano.
Lei lo amava.
Era inutile che cercasse di sigillare quel sentimento.
Per questo, adesso che Akihiko la teneva stretta tra le sue braccia, Mitsuru allontanò da sé tutti i suoi doveri e i suoi obblighi così che, anche se solo fino all'alba, loro due potessero essere solo due normalissimi ragazzi ingenuamente innamorati l'uno dell'altra.

 
 
 
Titolo: Omnia tempus habent
Fandom: Bravely Default (Bravely Second)
Ship: Janne x Yew
Missione: M5 – Omnia tempus habent (Ogni cosa ha il suo tempo)
Nota: SPOILER
Tipo: pure drabble

 
Janne sapeva che la sua amicizia con Yew sarebbe arrivata, prima o poi, ad un capolinea.
Erano passati anni da quando si erano incontrati, tra i banchi di scuola.
E, presto, il Kaiser avrebbe sferrato il suo attacco, costringendo Janne a svelare chi fosse veramente.
Quindi, forse... era arrivato il momento di parlarne con Yew?
E questo non perché lui gli volesse bene.
Quel ragazzo era stato solo una pedina, nient'altro.
Ma, quando Yew gli sorrise, dicendogli che era felice di poter combattere al suo fianco, Janne decise che aveva ancora tempo prima di dover rivelare il suo vero intento.

 
 
 
 
Titolo: Unus sed leo
Fandom: Persona 3
Personaggi: Minato Arisato
Missione: M5 – Unus sed leo. (Uno ma leone.)
Nota: SPOILER
Tipo: pure drabble

 
Minato cadde in ginocchio, le gambe che ormai avevano smesso di sostenerlo.
No.
Non poteva arrendersi.
Tutti i suoi compagni contavano su di lui.
Se non avesse fatto qualcosa, Nyx avrebbe distrutto il mondo intero.
Facendo leva con la propria spada, Minato si alzò, tornando a osservare l'enorme uovo di luce che si trovava di fronte a lui.
Sapeva di essere solo.
Sapeva di non poter contare sui colpi dei suoi compagni o sui consigli del loro navigatore.
Ma lui non si sarebbe mai arreso.
Non fino a quando quella Dea non fosse tornata al posto da cui era venuta.

 
 
 
Titolo: Qui scit sanare scit destruere
Fandom: Danganronpa Another Episode
Personaggi: Nagisa, Monaca
Missione: M5 – Qui scit sanare scit destruere. (Chi sa curare sa distruggere)
Nota: SPOILER
Tipo: pure drabble

 
Aveva tradito Monaca.
Quello era l'unico pensiero che Nagisa aveva in testa in quel momento.
L'unica cosa che aveva in mente era la faccia di quella bambina.
Quella bambina che era riuscita a curare sempre tutte le sue ferite.
Quella bambina che aveva preso il posto di Junko.
...e quella bambina che lo aveva completamente distrutto.
Quando, in un secondo di lucidità, quel pensiero sfiorò la sua testa era ormai troppo tardi.
Il suo robot stava cadendo su di lui.
Così, mentre chiudeva gli occhi e si preparava all'impatto, Nagisa capì la verità.
Era stata Monaca ad aver tradito lui.

 
 
 
Titolo: Requiescat in pace
Fandom: Danganronpa 2
Personaggi: Ibuki
Missione: M5 – Requiescat in pace. (Riposa in pace)
Nota: SPOILER
Tipo: pure drabble

 
La gola le bruciava.
Ibuki aveva già provato quella sensazione.
Quel dolore era uguale a quello che provava durante un'intesa sessione di canto; cosa non rara per l'Ultimate Musician.
Cantare era tutto per lei.
E quindi lo stava facendo anche in quel momento.
Ma allora, perché nessun suono usciva dalle sue labbra?
...Perché l'aria non riusciva a raggiungere le sue corde vocali?
Ma quando, in un momento di lucidità, si rese conto di cosa stesse succedendo era ormai tardi.
Ibuki cadde sul materasso, inerme, la corda, che l'aveva strangolata fino ad un attimo prima, ancora avvolta intorno al suo collo.
Titolo: Mulieri, ne mortuae quidem, credendum est
Fandom: Danganronpa
Personaggi: Makoto, Junko
Missione: M5 – Mulieri, ne mortuae quidem, credendum est. (Non si deve credere ad una donna neppure da morta.)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Junko Enoshima era stata uccisa.
Da quel giorno, Makoto aveva creduto che tutto si sarebbe risolto.
Dopotutto come poteva quella ragazza ormai morta continuare a portare avanti il suo piano?
Certo, magari ci avrebbe messo un po', ma sicuramente le cose sarebbero tornate alla normalità...
...o almeno così credeva.
Il ragazzo non si sarebbe mai immaginato che quella vittoria si sarebbe rivelata una vera e propria sconfitta.
Solo una cosa era stata messa in chiaro: Junko Enoshima avrebbe continuato a mentire agli altri anche da deceduta, dando così inizio ad una spirale di disperazione che, difficilmente, avrebbe trovato una fine.

 
 
 
Titolo: Pulchrior est miles in proelio casus, quam in fuga salvus
Fandom: Danganronpa Another Episode
Personaggi: Komaru
Missione: M5 – Pulchrior est miles in proelio casus, quam in fuga salvus. (Vale più un soldato morto in battaglia che salvo per essere fuggito.)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Komaru aveva paura.
La ragazza poteva sentire il suo corpo tremare dalla paura, mentre il suo sguardo era posato sui tantissimi Monokuma che si trovavano poco lontano da lei, solo dall'altra parte della strada.
Voleva scappare. Voleva tornare a casa. Voleva rivedere Makoto e i suoi genitori.
Per un attimo, la ragazza fu quasi tentata di tornare indietro.
Ma, nonostante quella spirale di sentimenti, Komaru strinse con più forza la pistola nelle sue mani.
No. Lei non sarebbe più scappata. Avrebbe combattuto, anche fino alla morte se necessario.
Fuggire non era più un'opzione.
Così, la ragazza sparò il primo colpo.

 
 
 
Titolo: Quem fata pendere volunt, non mergitur undis
Fandom: Danganronpa Another Episode
Personaggi: Komaru, Genocide Jack
Missione: M5 – Quem fata pendere volunt, non mergitur undis. (Muori solo quando è la tua ora.)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Quando vide quel Monokuma correre contro di lei, pronto ad infilzarla con i suoi artigli, Komaru era davvero sicura che fosse arrivata la sua fine.
Insomma, cosa avrebbe potuto fare?
Aveva finito i proiettili e le energie avevano iniziato così tanto a scarseggiare che la ragazza non era più capace neanche a stare in piedi.
Per questo, l'unica cosa che fece fu chiudere gli occhi, pronta all'impatto...
...che non avvenne.
Un rumore metallico arrivò alle sue orecchie.
«Non è ancora giunta la tua ora, Dekomaru.– Genocide Jack si voltò verso di lei, le forbici nelle sue mani –Alzati e combatti.»

 
 
Titolo: Edamus, bibamus, gaudeamus!
Fandom: Persona 4
Personaggi: Yu
Missione: M5 – Edamus, bibamus, gaudeamus! (Mangiamo, beviamo, godiamo!)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Avevano vinto.
Quando quella consapevolezza sfiorò la mente di Yu, i festeggiamenti dei suoi compagni lo avevano già circondato.
Il ragazzo si ritrovo a terra, disteso sull'erba del mondo della tv, mentre una risata usciva dalle sue labbra.
Avevano vinto.
Erano riusciti a fermare quella serie di omicidi, che aveva sconvolto la loro vita.
Erano riusciti a sconfiggere un dio malvagio, che aveva messo in repentaglio le loro vite.
E, ora, non c'era più niente di cui avere paura.
Gli omicidi si sarebbero conclusi, così come il loro terrore per i giorni di nebbia.
Adesso, dovevano solo pensare a festeggiare.

 
 
 
Titolo: Stultitia est timore mortis mori
Fandom: Danganronpa
Personaggi: Byakuya
Missione: M5 – Stultitia est timore mortis mori. (È una follia morire per la paura della morte.)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Byakuya non riusciva a capire tutte quelle persone che, da quando era iniziato quello stupido gioco, avevano completamente perso la ragione.
Come potevano non arrivare ad una conclusione tanto ovvia?
Più avevano paura, più alta sarebbe stata la probabilità che qualcuno venisse ucciso.
L'unico modo per sopravvivere, in quel momento, era rimanere calmi e ragionare a mente lucida, così da non fare gesti avventati e da non rimanere vittima di gesti avventati.
Era sempre stato così, fin dall'antichità.
Non importava da che lato si guardasse la situazione: morire per la paura stessa di morire, era una vera e propria follia.

 
 
 
Titolo: Audaces fortuna iuvat
Fandom: Persona 4
Ship: Kanji x Naoto
Missione: M5 – Audaces fortuna iuvat. (La fortuna aiuta gli audaci.)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Kanji non riusciva più a tenersi dentro i suoi sentimenti per Naoto.
Doveva dichiararsi.
Doveva assolutamente dire alla detective ciò che provava, prima di impazzire completamente.
Per questo, quella mattina, il ragazzo aveva deciso che avrebbe fatto quel passo.
“Dopotutto, la fortuna aiuta gli audaci... no?”
Così, non appena la vide, Kanji si avvicinò a lei e, senza neanche salutarla, le chiese:
«Naoto, vuoi uscire con me?»
La detective si voltò verso di lui.
In quell'attimo di silenzio che ne seguì, Kanji si maledì interiormente per aver creduto a quello stupido detto.
Ma, poi, contro ogni sua previsione, Naoto annuì.

 
 
Titolo: Mea Culpa
Fandom: Danganronpa
Personaggi: Mondo, Chihiro
Missione: M5 – Mea Culpa. (Per colpa mia.)
Nota: SPOILER
Tipo: pure drabble

 
“E' colpa mia.”
Quello era l'unico pensiero che si trovava nella mente di Mondo da quando, poche ore prima, aveva ucciso Chihiro.
Non importava quanto cercasse non pensarci.
Non importava quanto provasse a distarsi.
Ciò che era successo non poteva essere cambiato: poteva ancora sentire il sangue sulle sue mani.
E la cosa che faceva più male era che Chihiro si era fidato di lui.
Gli aveva rivelato il suo segreto.
Gli aveva aperto il suo cuore.
Gli aveva chiesto una mano per poter diventare più forte.
Ma Chihiro sarebbe rimasto debole, per sempre.
E ciò, tutto per colpa sua.

 
 
 
Titolo: Amor est vitae essentia
Fandom: Persona 3
Ship: Aigis x Minato
Missione: M5 – Amor est vitae essentia. (L’amore è l’essenza della vita.)
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Da quando Minato era morto, Aigis si sentiva estremamente sola.
Nonostante tutti gli altri continuassero a cercare di tirarle su il morale, la robot non riusciva a pensare al fatto che, se avesse saputo che sarebbe stato così doloroso, allora non avrebbe mai voluto diventare viva.
Minato era diventato il suo tutto.
Il sentimento che Aigis provava per lui era diventato il fulcro centrale della sua esistenza.
E per questo anche adesso si trovava lì, a pensare a lui.
A quel ragazzo che, grazie all'amore, le aveva donato la vita.
E a quel ragazzo che, sempre grazie all'amore, gliel'aveva tolta.

 
 
Titolo: Omnia vincit amor
Fandom: Danganronpa 2
Ship: Sonia x Gundham
Missione: M5 – Omnia vincit amor. (L’amore vince su tutto.)
Nota: SPOILER
Tipo: pure drabble

 
Sonia sbatté la porta della sua camera alle sue spalle, scivolando lungo la porta, fino a toccare terra.
I singhiozzi le scuotevano le spalle, mentre la ragazza portava le ginocchia al petto e nascondeva il viso tra di esse.
Gundham era morto.
Ogni volta che quella consapevolezza la colpiva, Sonia sentiva le lacrime uscire con più forza dai suoi occhi.
Il ragazzo che lei amava si era sacrificato per gli altri, si era sacrificato per lei.
E questa cosa lei non poteva accettarla.
Se era vero che l'amore vinceva su tutto... allora perché proprio l'amore li aveva portati alla sconfitta?

 
 
 
Titolo: Mala mors necessitatis contumelia est
Fandom: Danganronpa
Personaggi: Makoto, Sayaka
Missione: M5 – Mala mors necessitatis contumelia est. (Una morte violenta è un’offesa del destino.)
Nota: SPOILER
Tipo: pure drabble

 
Quello doveva essere uno scherzo del destino.
Quello era l'unico pensiero che Makoto aveva in testa, mentre il suo sguardo era fisso sul corpo inerme di Sayaka, ricoperto di sangue.
Chi aveva potuto farle questo?
Perché proprio lei?
Il ragazzo voleva andarsene. Voleva mettersi ad urlare e scappare da quella stanza.
Ma le sue gambe non si muovevano neanche di un millimetro.
Rimanevano lì, ancorate al suolo, mentre Makoto continuava a pensare, cercando una soluzione logica a ciò che stava vedendo.
Ma non ne esistevano.
E tutto perché quello che aveva davanti non era uno scherzo del destino: ma un'offesa.

 
 
 
Titolo: Stultitia est morte alterius sperare salutem
Fandom: Danganronpa
Personaggi: Sakura
Missione: M5 – Stultitia est morte alterius sperare salutem. (È una follia sperare nella morte altrui.)
Nota: SPOILER
Tipo: pure drabble

 
Sakura non sopportava più quel gioco.
Più andava avanti e più la situazione si faceva critica.
E, ora che si era scoperto che lei era la traditrice, le cose erano addirittura peggiorate.
Per questo aveva preso quella decisione.
Certo, sapeva che la sua morte non avrebbe fermato quello sporco gioco di sangue.
Ma, allo stesso tempo, lei non voleva che gli altri morissero a causa sua.
Per quanto quel suo gesto fosse folle e estremo, non lo sarebbe mai stato quanto quello di sperare nella morte di qualcun altro.
Con questo pensiero in testa, Sakura aprì la boccetta di veleno.

Drabble

Mar. 21st, 2020 02:29 pm
Fandom: Nier:Automata
Ship: 2B x 9S
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
«9S, noi possiamo provare amore?»
Quando 2B gli pose quella domanda, il robot sussultò.
L'amore?
Perché 2B gli stava chiedendo una cosa del genere?
Vedendo che la ragazza continuava a essere voltata verso di lui, come se aspettasse la sua risposta, lui aprì le labbra, cercando un modo per uscirne.
«No, è un sentimento troppo complesso per essere processato.»
9S distolse lo sguardo da lei, come se niente fosse successo.
Quella domanda non aveva senso, alcun senso.
Ma, quando la ragazza lo superò, entrando nuovamente nel suo campo visivo, neanche lui fu più tanto sicuro della risposta che aveva dato.
 
 
Fandom: Danganronpa 2
Ship: Gundham x Sonia
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Sonia era bellissima.
Nonostante Gundham avesse provato a scacciare quel pensiero, non appena si distraeva un minimo quella convinzione tornava, distraendolo.
Il ragazzo sbuffò, distogliendo lo sguardo dalla principessa che continuava a prendere appunti durante la lezione. Ed era quello che anche Gundham avrebbe voluto fare.
Ma, da quando Sonia era stata spostata nel banco di fronte al suo, la sua vita si era trasformata in un'inferno. Adesso, ogni volta che il suo sguardo si alzava dal foglio che aveva sul banco, lei era lì, nel suo campo visivo, rendendogli difficile anche solo capire quale fosse l'argomento della lezione odierna.
 
 
Fandom: Danganronpa 2
Ship: Chiaki x Hajime
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Chiaki non sapeva cosa fosse l'amore.
La sua IA, per quanto complessa, non era stata programmata per poter capire un sentimento così elevato e difficile come quello.
Certo, con il tempo che aveva passato con gli altri, tante cose di difficile comprensione si erano fatte più facile nella sua mente.
Aveva compreso cosa fosse l'amicizia, la fiducia, la disperazione, la speranza...
...ma l'amore era ancora un qualcosa di oscuro.
O, almeno, così credeva.
Infatti, quando Hajime le sorrise dolcemente e lei sentì il suo corpo andare in fiamme, la ragazza capì che, forse, lei era già innamorata da molto tempo.
 
 
Fandom: Bravely Default
Ship: Edea x Ringabel
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Edea sapeva che quello che stava facendo non era giusto.
Ringabel era lì, che dormiva, con un'espressione beata sul viso.
E lei? Lei sicuramente era in un posto in cui non doveva essere: di fronte al letto del ragazzo.
Ma se avesse continuato in quel modo, sarebbe impazzita.
Era una settimana che faceva sempre lo stesso sogno: lei e Ringabel che si baciavano.
E più continuava a sognarlo, più si era resa conto che lo voleva davvero.
Così, Edea si sporse in avanti, poggiando delicatamente le labbra su quelle del ragazzo senza sapere che Ringabel stava solo fingendo di dormire.
 
 
 
 
Fandom: Danganronpa
Personaggi: Toko, Byakuya e Aoi
Missione: M1 – Love
Nota: interpretato con “amore non corrisposto”; BAD ENDING DI DR
Tipo: pure drabble

 
Anche se non voleva ammetterlo, Toko sapeva che, in fondo, Byakuya non provava niente per lei.
La ragazza sapeva la verità ma, come aveva sempre fatto quando qualcosa le si ritorceva contro, aveva preferito far finta di nulla.
Almeno, fino a quel momento.
Byakuya era lì, nella cucina della scuola.
Toko era quasi entrata all'interno della stanza, quando si era resa conto che lui non era solo.
Aoi Asahina.
Quella stupida, insignificante amante del nuoto si trovava a sedere accanto al ragazzo; le loro mani erano intrecciate; le loro labbra unite in un bacio che Toko non avrebbe mai dimenticato.
 
 
 
Fandom: Danganronpa
Ship: Toko x Byakuya
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Byakuya non sopportava più Toko.
Quella ragazza aveva iniziato a seguirlo ovunque, facendolo letteralmente impazzire.
Certo, faceva sempre comodo aver qualcuno che eseguisse tutti i suoi ordini, e sì, ovvio che adorasse essere chiamato "Master", ma ormai era arrivato al limite.
Quella storia doveva finire.
Non importava come, doveva chiudere con lei, per sempre.
Però, quando si voltò verso la ragazza che, concentrata, stava leggendo tutti i fascicoli che lui le aveva chiesto di esaminare, Byakuya non poté far a meno di pensare che, anche se solo per un altro po', la sua presenza non sarebbe stata poi così male.
 
 
 
 
Fandom: Danganronpa
Ship: Toko x Byakuya e Toko x Komaru
Missione: M1 – Love
Nota: interpretato con “affetto verso qualcuno”. (La nascita di una OT3)
Tipo: pure drabble

 
Komaru Naegi le serviva.
Toko sapeva che quella era l'unica verità a cui doveva credere in quel momento.
Lei era l'unica possibilità che aveva per poter riavere indietro il suo Master.
Non le importava che fine avrebbe fatto quella ragazzina.
Però...
«Omaru, vattene. Scappa.»
Allora perché, adesso, si stava comportando in quel modo?
Perché stava lasciando che lei se ne andasse?
«Toko? Cosa succede?»
“Mi dispiace, Master.”
«Ti ho detto di scappare, vattene da qui!» Quei dubbi erano inutili, la risposta era ovvia: lei non avrebbe mai potuto tradire la sua amica.
Anche se questo significava mettere in pericolo Byakuya.
 
 
 
Fandom: Persona 5
Ship: Ren x Yusuke
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
L'amore non era un qualcosa di facile da rappresentare.
Yusuke non era mai riuscito a dipingere niente che riuscisse a racchiudere perfettamente quel sentimento.
Aveva provato di tutto.
Aveva chiesto a tutte le persone che conosceva, aveva letto libri, aveva studiato altri quadri... ma niente.
Così, quando Ann gli disse che, per rappresentare un sentimento così complesso, doveva solo lasciarsi andare e dipingere ciò che il cuore gli suggeriva, il pittore non fu completamente convinto.
Ma, adesso che osservava il ritratto appena concluso di Ren, Yusuke riusciva chiaramente a sentire il sentimento d'amore che era stato rinchiuso al suo interno.
 
 
 
Fandom: Persona 5
Ship: Ren x Yusuke
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Ren non aveva ben capito cosa ci facesse lì.
Seduto su una piccola barca a remi, il ragazzo continuava ad osservare Yusuke che, di fronte a lui, si guardava intorno, cercando qualcosa di non specificato.
«Cosa stai facendo?» gli domandò.
Yusuke si voltò finalmente verso di lui.
«Siamo qui per trovare una coppia, Ren.– rispose, come se fosse la cosa più normale al mondo –Devo capire come rappresentare l'amore per il mio prossimo quadro.»
Per quanto gli sarebbe piaciuto dirlo, Ren non ebbe il coraggio di fargli notare che, in quella situazione, la vera coppietta di fidanzati erano loro due.
 
 
Fandom: Persona 4
Ship: Yu x Yosuke
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Yosuke non era completamente convinto che quella fosse una buona idea.
Di fronte alla porta della casa di Yu, il ragazzo strinse con più forza la scatola di cioccolatini che aveva nella mano destra.
Forse poteva ancora tornare indietro.
Certo, aveva già suonato il campanello, ma poteva sempre inventarsi una scusa plausibile.
Non doveva per forza dichiararsi al suo partner... no?
Se lo avesse rifiutato le cose sarebbero andate decisamente peggio.
Ma, quando Yu gli aprì la porta e gli sorrise, Yosuke gli tese la scatola e gli disse “Ti amo” prima ancora che potesse pensare a qualsiasi altra cosa.
 
Fandom: Persona 4
Ship: Yu x Yosuke
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
San Valentino.
Yosuke sapeva che quel giorno sarebbe stato doloroso per lui.
Insomma, non era certo un bene essere innamorato di una delle persone più popolari della scuola, in un giorno del genere. Se poi aggiungiamo il fatto che la suddetta persona non provava dei sentimenti per lui, la situazione non poteva che peggiorare.
Per questo, quando si era recato a scuola quella mattina, Yosuke era pronto al peggio.
Ma, quando vide che Yu lo stava aspettando accanto al suo banco, con una scatola di cioccolatini in mano, Yosuke pensò che quel San Valentino era andato sicuramente meglio del previsto.


Titolo: Consapevolezza
Fandom: Danganronpa
Ship: Kyotaka x Mondo
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Mondo non poteva averlo fatto. Per quanto tutti continuassero a dirlo, Kyotaka non poteva minimamente crederci. Lui? L'assassino di Chihiro? Era impossibile.
Non ci avrebbe mai creduto in vita sua.
«Bro, si stanno sbagliando, vero...?»
Il ragazzo si voltò verso il suo compagno, cercando un segno, qualsiasi cosa che lo scagionasse.
Ma Mondo non lo stava guardando.
«Mondo...?»
«Taka...»
Mondo finalmente parlò, accendendo per un attimo la speranza nel cuore di Kyotaka.
«...mi dispiace.»
Il ragazzo sentì l'intero mondo crollargli addosso.
La persona che amava era un assassino.
E, sapesse che quello era ingiusto, Kyotaka non riusciva minimamente a condannarlo.
 
 
Fandom: Persona 5
Ship: Ann x Ryuji
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
«Ryuji, andiamo sulle montagne russe!»
Ryuji non fece neanche in tempo a rispondere che Ann lo afferrò per un braccio e iniziò a trascinarlo, camminando a grande velocità verso la giostra che si trovava poco lontano.
Quando vide l'enorme montagna russa verso cui stavano camminando, il ragazzo si sentì quasi svenire.
Fin da bambino, le aveva sempre evitate come la peste.
Per questo, doveva parlare.
Doveva assolutamente dire ad Ann che non poteva andare lì sopra con lei.
Ma, quando vide l'espressione felice sul volto della ragazza, Ryuji pensò che, per una volta, poteva provare a salire su quella giostra.
 
 

Fandom: Bravely Default
Ship: Agnès x Tiz
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
«Vuoi davvero lasciare il nome Obligè?»
Fin da quando aveva memoria, Agnès aveva passato l'intera esistenza della sua vita con in testa solo il suo lavoro.
Essere la Vestale del vento era un qualcosa che l'aveva sempre resa fiera di sé.
Per questo, la ragazza aveva abbandonato ogni distrazione, concentrandosi solo su ciò che doveva essere fatto.
Almeno così credeva.
Diversamente da tutto quello che aveva programmato, adesso Agnès stava per lasciare quel suo ruolo.
E tutto questo, perché si era innamorata.
Così, mentre il volto di Tiz si formava nella sua mente, la ragazza rispose, senza alcun rimorso:
«Sì.»

 
Fandom: Bravely Default
Ship: Edea x Ringabel
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Nonostante Edea non gli avesse mai creduto, Ringabel era sempre stato serio quando le aveva detto che sarebbe arrivato a sacrificarsi per lei.
«Sei uno stupido, Ringabel! Potevi morire!»
Per questo, adesso non capiva cosa le fosse preso.
Edea stava piangendo.
E Ringabel non poteva che sentirsi lusingato da quella sua reazione.
«Non sarei mai potuto morire pe–»
«Stai zitto!» urlò lei, colpendolo nuovamente con uno dei suoi pugni.
...Anche se il modo in cui lo stava trattando continuava a fargli pensare che, forse, Edea era arrabbiata non perché aveva rischiato la vita ma perché non era morto sul serio.
 
 

Fandom: Bravely Default
Ship: Edea x Ringabel
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
«Mi concedi questo ballo?»
Edea si voltò verso Ringabel che, con fare teatrale, si era inchinato di fronte a lei.
«...Cosa stai facendo?» gli domandò, non sapendo bene come decifrare la situazione.
Il ragazzo le sorrise, non scomponendosi.
«Hanno messo della musica, quindi ti stavo invitando a ballare, nient'altro.»
La guerriera continuò a fissarlo, mentre nella sua testa valutava i pro e i contro di ballare con lui.
E niente, non vedeva alcun vantaggio.
Però, quando Ringabel disse che sarebbe andato a chiedere a qualcun'altra, Edea lo afferrò immediatamente per la mano e lo trascinò verso la pista da ballo.

Fandom: Bravely Default
Ship: Tiz x Agnès
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Tiz era felice.
Erano passati ormai mesi dal giorno in cui lui e Agnès si erano messi insieme e quel periodo era stato il più bello di tutta la sua vita.
Non sapeva neanche lui come fosse possibile ma, da quando la ragazza si era dichiarata a lui, era come se il mondo di Tiz fosse completamente cambiato.
Tutto era diventato... luminoso.
Ogni istante che passava con Agnès era perfetto e il ragazzo desiderava che non finisse mai.
E, ogni volta che la vedeva dormire accanto a lui appena il ragazzo si svegliava, Tiz non poteva far altro che sorridere.

Fandom: Danganronpa
Personaggi: Chihiro
Missione: M2 – Hiraeth (gallese)
Nota: considero Chihiro un personaggio MtF e, quindi, qui verrà utilizzato il femminile
Tipo: pure drabble

 
Seduta ad uno dei banchi della classe 1A, Chihiro non sapeva cosa le stesse prendendo.
La ragazza continuava a guardare la lavagna di fronte a lei, ma ciò che stava osservando non era lo strano disegno che Monokuma doveva aver realizzato su di essa.
Era stato solo un secondo, ma qualcosa era apparso sulla superficie di quella lavagna, attirando la sua attenzione.
Sapeva che non c'era niente di magico.
Era solo che, da qualche parte, nel suo subconscio, Chihiro aveva la sensazione di essere stata lì.
E questo le portava un fortissimo sentimento di nostalgia che non riusciva a comprendere.

 
Fandom: Persona 3
Ship: Akihiko x Mitsuru
Missione: M1 – Love
Nota: -
Tipo: pure drabble

 
Quando Yukari le aveva detto che l'amore era importante nella vita, Mitsuru non le aveva creduto.
Per quanto la sua migliore amica insistesse, infatti, la ragazza sapeva che lei non aveva bisogno dell'amore.
La sua vita era completa in quel modo: l'unica cosa su cui essa si basava era lo scopo che Mitsuru aveva avuto fin da bambina, quando era riuscita a risvegliare il suo Persona.
Il resto non importava e non le sarebbe mai importato.
Stava bene così, da sola.
Ma, quando Akihiko la baciò, Mitsuru si sentì davvero viva per la prima volta in tutta la sua vita.
 
Fandom: Bravely Default
Pairing: Edea x Ringabel
Prompt: M3 – Cioccolateria Dieta
Avvertimenti: fluff
Parole: 271
 
 
«Ringabel! Ringabel entriamo!»
Ringabel si fermò non appena sentì Edea afferrargli il braccio e esclamare il suo nome, neanche fosse una bambina di fronte al più grande parco giochi del mondo.
Il ragazzo guardò alla sua destra, posando lo sguardo sul punto che la guerriera continuava a indicare.
E fu in quel momento che sentì il sangue gelarglisi nelle vene.
Una cioccolateria.
Quella che si trovava di fronte a lui era sicuramente il negozio di cioccolata più grande che lui avesse mai visto.
Il ragazzo si fermò immediatamente a fare mente locale, cercando di capire dove avesse sbagliato.
Sapeva che Edea era a dieta e, per questo, aveva passato l'intera mattinata a scegliere un percorso "sicuro": delle strade, cioè, che non presentassero alcun tipo di golosità che potessero in qualche modo stuzzicare l'appetito della sua ragazza.
Come aveva potuto quel negozio passargli sotto il naso in quel modo, senza che lui se ne accorgesse?
«Edea...»
Ringabel si voltò nuovamente verso di lei.
No, non potevano entrare.
Ne andava della sua incolumità.
Anche se il ragazzo non comprendeva come fosse possibile, ogni volta che Edea mangiava più del dovuto la colpa era sempre di lui. Non poteva lasciare che anche questa volta la ragazza lo accusasse di non averla fermata e di averle lasciato compiere (l'ennesimo) sgarro alla sua dieta.
Ma, quando vide il modo in cui gli occhi di lei stavano brillando alla vista di tutto quel cioccolato, Ringabel non trovò il coraggio di rifiutare.
Così, entrò nel negozio, seguendo una Edea decisamente più su di giri del solito e preparandosi mentalmente a quello che sarebbe stato poi il suo destino.
Fandom: Bravely Default
Personaggi: Alternis Dim
Avvertimenti: SPOILER, Missing Moment
Missione: M3 - Onora tuo padre e tua madre.
Numero di parole: 240
 
Gli occhi di Alternis Dim erano puntati sul pilastro di luce che, a soli pochi metri da lui, si alzava verso il cielo.
Non c'era più tempo. Doveva agire immediatamente.
Il cavaliere dall'armatura nera si voltò, dando le spalle alla grande finestra dell'aeronave e iniziando a camminare verso la porta della sala comandi, per raggiungere il ponte.
Un brivido gli corse lungo la schiena quando pensò a cosa avrebbe trovato sulla nave nemica, una volta che sarebbe saltato su quella per fermare i piani di quell'essere malvagio.
Edea Lee.
La ragazza che lui aveva da sempre amato era adesso dalla parte dei cattivi e Alternis non riusciva ancora a credere di dover incrociare la sua spada con lei.
Ma non poteva fare altrimenti.
Dopotutto, quello era l'ultimo desiderio di Braev Lee.
Non appena quel pensiero gli attraversò la mente, il cavaliere iniziò a camminare con passo più deciso, l'ansia di poco prima che era completamente scomparsa.
Il Templare era morto.
Questo perché lui non era stato abbastanza bravo da proteggerlo.
E questo Alternis non se lo sarebbe mai perdonato.
Il ragazzo arrivò sul ponte e afferrò la sua spada, pronto a saltare sull'aeronave in cui la battaglia finale avrebbe avuto luogo, mentre il suo obiettivo si faceva sempre più chiaro nella sua mente.
Per esaudire il desiderio di colui che considerava alla stregua di un padre, Alternis avrebbe vinto.
Anche se questo significava uccidere la persona che, da sempre, amava.
Titolo: Flying Fairy
Fandom: Bravely Default
Personaggi: Tiz Arrior, Edea Lee, Agnès Oblige, Airy
Avvertimenti: SPOILER, Missing Moment
Note: Il trio di personaggi (Tiz, Agnès e Edea) appartiene all’universo precedente a quello in cui iniziano gli eventi del gioco.
Missione: M2 – Mitologia celtica e irlandese (elemento ripreso: fate maligne della mitologia celtica)
Numero di parole: 575
 
Airy li aveva presi in giro.
Quando quella convinzione si fece strada nella sua mente, Tiz Arrior si trovava disteso sul ponte della nave che li aveva accompagnati durante il loro viaggio, senza che il suo corpo riuscisse a muoversi di un singolo millimetro, la ferita allo stomaco così profonda da impedirgli addirittura di respirare.
Accanto a lui, il ragazzo sapeva che si trovavano le altre sue due compagne.
Avrebbe voluto voltarsi verso di loro, accertarsi che stessero bene, correre ad aiutarle...
...Ma non aveva il coraggio di voltarsi verso di loro. Perché? Perché oramai sapeva che era troppo tardi.
Aveva visto il momento in cui la fatina si era trasformata in quella belva e le aveva colpite con i suoi stessi occhi.
Era successo proprio lì, davanti a lui.
Gli bastava chiudere le palpebre, anche sol sbatterle, per far sì che la scena di poco prima si dipingesse nella sua mente, così vivida da spaventarlo ogni volta.
Quando Airy aveva rivelato il suo doppio gioco, Edea Lee si era frapposta tra Agnès Oblige e la fata dei cristalli e aveva sguainato la sua spada, pronta a difendere la sua amica.
Il loro nemico aveva riso di quel gesto, con la sua solita dolce voce che, adesso, aveva al suo interno una punta di malignità che Tiz non aveva mai captato prima.
Ed era stato in quel momento che il ragazzo aveva capito cosa stava per succedere.
Di fronte a ciò, Tiz aveva afferrato l'ascia che si trovava sulla sua schiena, pronto a lanciarsi contro il mostro che si trovava a pochi centimetri da lui.
Ma, quando si era lanciato in avanti, con l'arma alzata sopra la sua testa, era già troppo tardi per agire.
Un urlo di dolore uscì dalle labbra di Edea e il ragazzo non potè far altro che guardare la sua compagna venire scaraventata per aria, per poi sbattere con forza contro il parapetto della nave e cadere al suolo, sul pavimento di legno.
Il sangue di Tiz era gelato nelle sue vene quando aveva visto l'enorme ferita che si trovava sul ventre della ragazza.
Non c'erano dubbi. La figlia del Templare era morta sul colpo.
Nonostante ciò, Agnès aveva gridato il suo nome e si era diretta verso di lei, ma, esattamente come era successo solo un secondo prima, Airy aveva attaccato nuovamente, e anche la vestale era caduta al suolo, inerme.
I ricordi di Tiz, da quel punto in poi, erano troppo confusi.
La paura e il dolore avevano ormai preso il sopravvento.
Ricordava di aver attaccato la fata, di aver fatto roteare l'ascia sopra la sua testa e di essersi lanciato contro il corpo del suo nemico...
Poi, il buio.
Quando si era risvegliato, si era ritrovato lì, disteso a terra sul ponte della nave che li aveva accompagnati nella loro avventura.
E da lì non si era mosso.
L'unica cosa che aveva fatto in quei suoi ultimi momenti di vita – che sembravano durare un'eternità – era stata osservare il cielo azzurro sopra di lui, senza osare chiudere gli occhi.
Non voleva rivivere quei momenti.
Non voleva rivedere le sue compagne venire uccise.
Non voleva accettare di essere stato tradito da qualcuno che, fino a poche ore prima, aveva considerato parte del suo gruppo.
E per questo rimase lì, attendendo che la morte arrivasse e lo portasse via, mentre la dolce risata della fatina risuonava, ancora, nelle sue orecchie, quasi come se volesse tormentarlo fino alla fine.
QUESTE DRABBLE PARTECIPANO AL COW-T9 INDETTO DA LANDE DI FANDOM
Missione Shannen Week6
Fandom: Bravely Default
Coppia: Tiz/Agnès
Parole: 100 parole l'una



#Kidnapped

Agnès era stata rapita.
Questa era l'unica cosa che occupava la mente di Tiz da quando il ragazzo aveva riaperto gli occhi, dopo due anni di sonno profondo.
Nonostante sapesse che la lei stesse bene (ci aveva anche parlato dopotutto) il ragazzo non riusciva minimamente a prendere la situazione con la sua solita calma, così come Edea gli aveva fatto notare più volte.
Ma cosa poteva farci?
Il pensiero che le succedesse qualcosa lo tormentava giorno e notte.
Per questo, Tiz avrebbe fatto di tutto per velocizzare il loro cammino, anche se questo avrebbe significato essere odiato dai suoi compagni.



#Map

Agnès guardava la mappa nelle sue mani, cercando di capire di fossero finiti.
Tutto era così confuso in quella cartina che per lei era praticamente impossibile capire quale fosse il sentiero da seguire.
Secondo quello che lei stava vedendo, alla sua destra dovevano esserci delle alte montagne, mentre davanti a lei doveva esserci un lago.
Ma loro si trovavano in una pianura in cui non c'era un filo d'acqua.
Esasperata, la ragazza stava per accartocciare quel pezzo di carta e gettarlo.
Ma, quando Tiz le girò la mappa di 90 gradi, ridacchiando, Agnès sentì le sue guance andare a fuoco.



#Ok

«Tutto ok?»
La voce con cui Tiz le aveva posto quella domanda era un sussurro, un qualcosa che solo lei poteva sentire.
Si trovavano sul pavimento dell’aeronave, l’una sopra l’altro.
Agnès annuì leggermente, tentando di nascondere il proprio viso che stava andando a fuoco da qualche secondo oramai, esattamente dal momento in cui lei era inciampata, cadendo su di lui.
«Scusami...»
«Non scusarti, sto bene.»
Agnès si rese conto solo in quel momento di quanto fossero vicini. Se avesse voluto avrebbe anche potuto baciarlo.
«Che state facendo?»
Ma, quando Edea parlò, la vestale si tirò immediatamente su, distogliendo lo sguardo.



#Protection

Tiz era da sempre stato un tipo pacifico.
Fino a quel momento non aveva mai preso una singola arma in mano, neanche se la sua stessa vita era quella in pericolo minacciata.
Da quando aveva incontrato Agnès però, un fortissimo sentimento di protezione aveva iniziato a farsi strada dentro di lui, trasmettendogli una sensazione che non aveva mai sentito prima.
Tiz voleva proteggerla, tenerla al sicuro da tutti coloro che avevano intenzione di ferirla, farle anche da scudo se necessario.
Per questo il ragazzo continuava a stare al suo fianco, pronto a sguainare il suo pugnale in caso di necessità.



#Quiet

Agnès sapeva che Tiz era un tipo silenzioso.
Da quando lo aveva incontrato, il ragazzo aveva parlato solo quando era necessario, lasciando che fossero gli altri a fare i discorsi più lunghi.
Ma, anche se a tanti non piaceva quella sua caratteristica, la ragazza l’adorava.
Stando insieme a Tiz, Agnès aveva capito che il suo essere silenzioso non andava minimamente a nascondere la sua gentilezza che, anzi, veniva accentuata e mostrata agli altri proprio grazie a quell’aspetto del suo carattere.
Per questo adorava stare con lui, così come le piaceva il silenzio con cui lui le mostrava il suo amore.



#Unknown

Quando Agnès aveva lasciato il tempio, si era ritrovata in un mondo completamente sconosciuto.
Fino a quel momento aveva passato quasi tutto il suo tempo all’interno del suo santuario, uscendo solo quando era strettamente necessario e allontanandosi comunque molto poco dal luogo in cui risiedeva.
Per questo non aveva potuto nascondere il terrore che l’aveva invasa non appena era salita su quella nave mercantile, abbandonando il suo continente.
Nessuno l’avrebbe aiutata.
Dopotutto chi si sarebbe messo contro il Ducato?
Così, quando Tiz le tese la mano, dicendo che sarebbe stato al suo fianco la ragazza non potè che sentirsi sollevata.



#Xtal
(Note:
An abbreviation of “crystal,” according to the OED.
Fonte: http://mentalfloss.com/article/70959/words-that-start-with-x)

Prima di partire per il loro viaggio, Tiz aveva già sentito parlare dei cristalli che risplendevano nei tempi di Luxendarc, permettendo così ai quattro elementi di mantenere un equilibrio perfetto.
Da quello che aveva appreso dalle chiacchiere che vi erano nel suo villaggio, i cristalli erano come creature divine capaci di risplendere di luce propria.
Molti studiosi li consideravano addirittura lo spettacolo più bello della natura.
Ma, dopo aver visto il modo in cui Agnès risplendeva durante la cerimonia, Tiz capì che avessero torto: in quel momento quella ragazza era più molto bella di qualsiasi cristallo che avesse di fronte.



#Zero

Se c’era una cosa che Agnès desiderava, era di poter finalmente riuscire ad avvicinarsi maggiormente a Tiz.
Ogni volta che ci provava infatti, la ragazza si ritrovava Airy tra i piedi, che le ricordava di doversi sbrigare per completare la missione.
Come se lei non lo sapesse.
Era a conoscenza del fatto che dovesse salvare il mondo e che non avesse tempo per quelle cose.
Ma, quando lui le si mise accanto, durante la battaglia finale, la ragazza afferrò la sua mano, facendo così in modo che la distanza tra di loro, anche se per poco, fosse uguale a zero.
QUESTE DRABBLE PARTECIPANO AL COW-T9 INDETTO DA LANDE DI FANDOM
Missione Shannen Week6
Fandom: Bravely Default
Coppia: Tiz/Agnès
Parole: 100 parole l'una



#Heart

Tiz era da sempre riuscito abbastanza facilmente a rubare il cuore delle persone che gli stavano intorno.
Non sapeva come, ma, come gli aveva fatto notare Ringabel, tutte le ragazze che lo incontravano finivano per trattarlo con interesse, facendo spesso anche ingelosire il suo amico.
Eppure, il ragazzo non riusciva a vedere il vantaggio di ciò.
Dopotutto, che senso aveva avere un potere del genere se non si poteva scegliere su chi usarlo?
Non gli interessavano gli interessavano le altre.
Era il cuore di Agnès che voleva.
E, per averlo, sarebbe anche arrivato a barattare tutti i cuori presenti nell'universo.



#Impossibile

Agnès sapeva quale fosse il significato della parole "impossibile", eppure, ogni volta che gliela ripetevano, la ragazza la ignorava.
Non era la prima volta che le succedeva di andare contro quella forte impossibilità di cui gli altri parlavano dopotutto.
Nonostante tutti le avessero detto che non ce l'avrebbe fatta, era riuscita a riportare la luce nei cristalli.
Anche se tutti glielo ripetevano, lei era riuscita a salvare il mondo e a cambiare la mentalità del ducato.
Per questo, mentre gli scienziati di Eternia continuavano a dirle che era impossibile salvare Tiz, la ragazza non aveva intenzione di perdere la speranza.



#Journey

Tiz non si era mai pentito di aver accettato di aiutare Agnès quel giorno.
A ripensarci adesso, forse quella decisione poteva essere stata avventata.
Dopotutto, lei era piombata nella sua vita all'improvviso e lo aveva portato via dalle sue terre, in giro per il mondo.
Eppure, lui non aveva mai pensato di aver fatto la scelta sbagliata.
Anzi, più continuavano a viaggiare insieme e più il ragazzo voleva stare al suo fianco.
Per questo, nonostante sapesse che in gioco c'era la salvezza dell'intero universo, Tiz non poteva far altro che pregare che il loro viaggio durasse più al lungo possibile.



#Night

«Non riesci a dormire?»
Quando Tiz sentì la voce di Agnès, si voltò.
«No, e tu?»
Lei scosse la testa, avvicinandosi alla ringhiera dell'aeronave e poggiando le sue braccia sulla ringhiera.
«Pensi che ce la faremo, Tiz?»
L'indomani avrebbero raggiunto il pilastro di luce e, con questo, anche la loro ultima battaglia.
«Sì, se saremo insieme.» le disse, tornando a guardare la distesa di nuvole.
Agnés non rispose.
L'unica cosa che fece fu poggiare la testa sulla sua spalla.
E fu così che rimasero: uno accanto all'altra, a darsi forza in quella che poteva essere la loro ultima notte insieme.
 



#Yo-yo

 
Nonostante Agnès sapesse di essere sempre più vicina a Tiz, era come se in realtà i suoi progressi fossero nulli.
Se avesse dovuto descrivere con una sola parola il suo rapporto con il ragazzo, lei sapeva che niente sarebbe stato più azzeccato di "yo-yo".
Non sapeva come spiegarlo ma, ogni volta che le sembrava di essere ad un soffio per poterlo afferrare, era come se lui le sfuggisse tra le dita.
Ma la ragazza non demordeva.
Per questo, ogni volta che il filo di quello yo-yo era abbastanza teso, lei allungava la mano, sperando che, un giorno, lui l'avrebbe afferrata.
QUESTA STORIA PARTECIPA AL COW-T9 INDETTO DA LANDE DI FANDOM
Prompt: Parità (M1)
Fandom: Bravely Default
Personaggi/Coppie: Ringabel/Edea, Agnès, Tiz, Airy
Parole: 2307

Alternis non riusciva a muoversi.
Era completamente inerme, il corpo disteso sul pavimento di legno della nave, la testa che gli faceva così male che il ragazzo aveva paura potesse scoppiargli da un momento all’altro.
Un fischio continuo e acuto gli aveva così tanto intasato le orecchie che il ragazzo non riusciva a captare le parole che il gruppo che era venuto a catturare stava gridando, a poca distanza da lui.
Poteva sentire solo la voce della Vestale del vento sopra le altre che, tremante, cercava di bloccare gli incantesimi che quell’orribile mostro stava mandando contro di loro, erigendo quanti più scudi possibile di fronte a lei e ai suoi due compagni.
Alternis tentò di alzarsi da quel pavimento e di mettere a fuoco la scena che aveva davanti.
Tiz Arrior, un pastore che si era offerto di combattere al fianco della sacerdotessa, aveva una profonda ferita sul braccio ma, nonostante questo, continuava ad attaccare il mostro di fronte a lui, cercando con tutte le sue forze di proteggere la ragazza alle sue spalle.
Alternis cercò di avvertirli di andarsene, ma nessun suono uscì dalle sue labbra quando queste si schiusero.
Sapeva che non avevano nessuna chance di vittoria.
Pensavano di essere al sicuro, di aver finalmente combattuto e sconfitto tutti i loro nemici.
Non erano pronti per un'altra battaglia.
Soprattutto non una del genere.
La vestale urlò qualcosa che Alternis non riuscì a capire, poiché quel suono indistinto provocò un aumento del fischio che lo stava torturando da quando quel mostro lo aveva messo K.O., poco prima.
Si voltò per quanto le sue ferite gli permettevano, assottigliando lo sguardo per poter intravedere qualcosa attraverso la visiera crepata della sua maschera.
E fu in quel momento che sentì il sangue gelarsi nelle sue vene.
Tiz Arrior era adesso infilzato all’albero maestro della nave da una delle stalagmiti di giacchio che il mostro era in grado di lanciare, il sangue che fuoriusciva a fiotti dalla ferita che si era aperta sul suo ventre.
Alternis non aveva mai assistito ad una cosa simile.
Aveva visto tante di quelle guerre in vita sua che mai avrebbe pensato che esistesse qualcosa di così cruento da riuscire ancora a scioccarlo.
E invece si stava sbagliando.
Fu in quel momento che un lampo di luce lo accecò, un altro degli incantesimi che quell’essere era in grado di lanciare.
Alternis chiuse gli occhi, ma niente gli impedì di sentire l'urlo terrificante e altissimo della Vestale seguito poi da un tonfo sordo.
Doveva averla uccisa.
E quello sarebbe stato anche il suo destino.
Il cavaliere nero sapeva di doversi alzare, di dover iniziare a correre e cercare di salvarsi da quella morte che era oramai diventata certa.
Ma non poteva.
Non quando lei era ancora lì.
«Agnès!»
Una voce disperata che conosceva fin troppo bene lo raggiunse. Quella era la prima parola di senso compiuto che era riuscito a sentire da quando si trovava su quel pavimento.
Alternis aprì nuovamente gli occhi, facendo del suo meglio per mettere a fuoco la scena di fronte a lui.
E fu in quel momento che la vide.
Edea Lee era in piedi, i piedi ben saldi a terra e la sua fedele katana stretta nella mano destra.
Nonostante fosse completamente surreale, visto le condizioni pietose in cui si trovavano la sua vista e la sua visiera, era come se il ragazzo riuscisse a vedere qualsiasi particolare del suo volto.
Gli occhi celesti, fermi, impassibili della ragazza, che lui non aveva mai visto vacillare, erano adesso carichi di lacrime che male si addicevano a quello sguardo così severo che Edea stava puntando dritto di fronte a sé, verso il suo nemico.
Le sue labbra rosse e sempre piegate in uno stupendo sorriso, capace di illuminare anche i suoi giorni più bui, erano adesso macchiate di sangue ed erano serrate, come se la ragazza stesse cercando con tutte le sue forze di non iniziare ad urlare e piangere.
Le guance, che lui aveva spesso sognato di poter raggiungere con la propria mano e di poter accarezzare dolcemente, erano adesso piene di tagli da cui uscivano grosse gocce di sangue che si mischiavano alle poche lacrime che la ragazza non era riuscita a trattenere.
Alternis tentò di dire il suo nome.
Cercò con tutte le sue forze di far uscire qualcosa dalle sue labbra.
Ma era come se la gola gli stesse andando completamente in fiamme, impedendogli di parlare e di emettere qualunque suono che non fosse un rantolio, appena udibile.
Edea doveva assolutamente scappare di lì.
Edea doveva salvarsi.
Edea era il vero motivo per cui lui era salito su quella benedetta nave, nonostante tutti gli avessero detto che oramai era troppo tardi per fermare il piano di quel mostro.
Vide la ragazza mettersi in posizione d'attacco, nonostante le gambe non la sorreggessero quasi più.
No, doveva fuggire!
«E-E...–»
Alternis tentò di fare forza sui polsi, cercando di alzarsi.
«...de...»
Edea scattò in avanti, mentre un urlo di battaglia usciva dalle sue labbra.
Un urlo così diverso dal solito.
Un urlo carico di dolore per la perdita dei suoi compagni.
Un urlo che il ragazzo desiderò di non aver mai udito.
Alternis allungò un braccio, mentre sentiva il suo stesso respiro farsi più pesante.
«...a.»
Successe in un attimo.
Un altro letale lampo fulminò la sua visione e il ragazzo dovette assottigliare lo sguardo.
Quando la luce scomparve dal suo campo visivo, Alternis aprì nuovamente gli occhi, mettendo a fuoco ciò che aveva di fronte a sé.
E fu come se il tempo si fosse congelato.
Edea aveva lasciato andare la sua katana e stava adesso cadendo all'indietro, gli occhi ancora aperti, spalancati.
Le lacrime che avevano iniziato a rigarle quelle bellissime e candide guance si erano ormai fermate.
Il celeste luminoso e puro delle sue iridi era adesso tetro, spento, come se la vita le avesse completamente abbandonate.
Alternis si ricordò di tornare a respirare solo quando il corpo della ragazza toccò terra, con un rumore sordo, attutito, come se tutto fosse solo un sogno;un qualcosa di irreale;un incubo da cui lui sarebbe presto potuto scappare.
Ma, nonostante lui continuasse a negarlo con tutto se stesso, ciò che aveva di fronte era la realtà.
Edea era morta.
Edea, l'unica ragazza a cui lui avesse mai pensato in tutta la sua vita, era morta.
Edea, l'unica persona che lui avesse mai amato, era morta.
Con una forza che neanche sapeva di possedere, Alternis riuscì a trascinarsi fino al corpo inerme della ragazza.
Era incredibile modo in cui riuscisse a essere sempre bella, perfetta, nonostante il calore che a lui piaceva tanto sentire non veniva più emanato dal suo corpo o nonostante l’enorme ferita che adesso stava facendo sanguinare il suo ventre.
Era bellissima.
E lui non era riuscito a preservare quella bellezza.
Non era riuscito a proteggerla.
Lui era stato un codardo.
E solo in quel momento, Alternis si rese conto di quanto tutto quello fosse terribilmente ingiusto.
Perché?
Perché lui si era salvato e lei no?
Perché lui era scappato da quel destino e lei aveva combattuto fino alla morte?
Perché lui si era arreso e lei aveva continuato ad avanzare?
Perché questo aveva portato alla morte di lei e non alla sua?!
La risata del mostro gli arrivò alle orecchie e lui si voltò, puntando il suo sguardo su quell'orribile mostro.
E, prima di perdere i sensi, Alternis capì quale sarebbe stata la sua prossima missione.
Avrebbe seguito quell’essere e l’avrebbe ucciso.
Non importava ciò che il Ducato di Eternia poteva ordinargli.
Lui avrebbe fatto di tutto pur di vendicare Edea.
Anche sacrificare se stesso se necessario.
Poi, la sua armatura colpì il pavimento, e lui cadde in un sonno profondo.
 
Ringabel non poteva far altro che osservare quel piccolo angolo di cielo celeste sopra di lui, l’unico ancora visibile oltre la spessa coltre di fumo che lo circondava.
Era bloccato contro il pavimento di legno di quella nave, l’esatta copia della stessa su cui era stato inerme molto tempo prima nel suo mondo di provenienza.
Fin da quando aveva messo piede sulla nuova Luxendarc, il ragazzo aveva avuto la sensazione di avere una missione da portare avanti, nonostante la memoria gli fosse stata completamente cancellata.
Doveva salvarli. 
Quella era stata la promessa che aveva fatto al se stesso di non sapeva quanto tempo prima. 
Dopotutto, come poteva sapere quanti giorni, mesi o anni fossero passati? 
Aveva viaggiato in così tante dimensioni che ora gli era praticamente impossibile misurare effettivamente il tempo trascorso.
Ma questo non importava.
Lui era lì, era riuscito a sopravvivere fino a quel momento solo per raggiungere quell'obbiettivo.
Quando Ringabel aveva ricordato chi fosse e qual era il suo scopo, aveva fatto di tutto per stare al fianco di colei che lui aveva da sempre desiderato proteggere più di qualsiasi altra cosa.
E quindi non poteva fallire.
Avrebbe fermato Airy.
Avrebbe strappato le ali a quella fata che era riuscita a prenderlo in giro anche una seconda volta, facendogli perdere la memoria e accogliendolo nel suo gruppo, come se non si fossero mai incontrati prima.
Avrebbe distrutto qualsiasi piano quel mostro gli avrebbe posto davanti.
E lo avrebbe fatto da solo se le cose si fossero messe male.
Per questo, poco prima, il ragazzo aveva portato gli altri ad una delle tante scialuppe di salvataggio, dando ordine a Tiz di portare le ragazze il più lontano possibile da lì. 
Se chiudeva gli occhi, poteva ancora vedere l’espressione che si era dipinta sul volto del suo amico quando aveva capito che lui non sarebbe andato con loro.
Aveva provato a insistere, a dirgli che sarebbe rimasto lì con lui e l’avrebbe aiutato.
Ma non era quella la cosa giusta da fare.
Agnès era stata ferita e anche Edea non se la stava passando affatto bene.
Aveva quasi perso tutte le sue forze nel combattimento di poco prima, mentre cercava di proteggere la sua amica.
«Ringabel, ma cosa stai dicendo?!»
Nonostante questo comunque, niente gli aveva impedito di urlargli quelle parole, mentre, con le lacrime agli occhi, cercava di mettersi nuovamente in piedi e scendere dalla scialuppa su cui il ragazzo l’aveva trasportata.
«Edea, tu, Tiz e Agnès dovete scappare. Ci ucciderà tutti se rimaniamo qui.»
Ricordava perfettamente di aver mantenuto la calma mentre pronunciava quelle parole.
Non sapeva neanche lui come ci era riuscito.
«Non possiamo restare a combattere anche noi?– aveva provato a farlo ragionare Agnès, i singhiozzi che già le stavano scuotendo le spalle –Sono stata io ad essermi fidata di Airy; è colpa mia se...»
«No Agnès, non è colpa tua.»
Quando quelle parole che aveva pronunciato poco prima gli tornarono in mente, anche Ringabel si meravigliò.
Lo aveva detto sul serio?
E pensare che in realtà,
quando Ringabel era arrivato in quel mondo, il suo unico obiettivo era quello di salvare la ragazza che tanto amava, senza minimamente curarsi delle altre due persone che la seguivano.
Tiz Arrior e Agnès Oblige erano solo dei semplici traditori; dei sovversivi che erano andati contro al volere del Ducato di Eternia.
Non aveva alcuna motivazione per salvarli.
Anzi, erano stati loro a mettere la sua Edea in pericolo.
Ringabel ricordava bene l'odio che aveva provato per quei due ragazzini che gli avevano portato via l'unica persona che lui aveva mai amato.
Ricordava bene cosa pensava su di loro.
Ricordava bene perché fosse salito su quella nave, quel giorno.
Non gli sarebbe importato di ucciderli se necessario.
Ma l'importante era riportare indietro quella ragazza.
Quindi lasciarli combattere contro Airy era una cosa perfetta, no?
Il piano era sempre stato quello dopotutto.
Il piano era che loro combattessero contro quel mostro, distraendolo mentre lui portava Edea in salvo.
Non importava se le loro vite fossero finite.
Loro non erano nessuno per lui, solo due pedine da utilizzare per il suo scopo ultimo.
Però...
Oramai non era più così.
Non dopo tutto quel tempo che aveva passato con loro.
Solo in quel momento si rese conto che la sua missione era cambiata.
Tiz, Agnès, Edea.
 Li avrebbe salvati tutti.
Anche a costo di perdere la sua ultima possibilità di vita.
E per questo adesso si trovava lì, il suo cuore che, piano piano, si avvicinava ai suoi ultimi battiti di vita.
Era riuscito a sconfiggere Airy.
Era riuscito a impedirle di scendere su quella nave e, anche se non era riuscito a ucciderla, l’aveva ferita in modo abbastanza grave da poterla bloccare al suolo, a pochi centimetri da lui.
Tanto non importava che fosse lui a mettere fine alla sua vita.
La nave aveva preso fuoco, le fiamme li stavano circondando e dovevano anche avergli bruciato parte dei vestiti, nonostante oramai lui non sentisse alcun tipo di dolore.
Presto sarebbero affondati, entrambi.
Airy sarebbe morta lì, con lui.
Era riuscito a compiere la sua missione.
Presto entrambi sarebbero scomparsi da quel mondo che non era il loro, mettendo fine a quell'assurda e terribile guerra.
Quando il fumo coprì anche il poco cielo che riusciva a vedere fino a quel momento, Ringabel chiuse gli occhi, cercando di pensare a come doveva stare la ragazza che tanto amava in quel momento.
Gli pareva quasi di vederla, esattamente come se la ricordava.
Gli occhi celesti, fermi e impassibili.
Il suo sguardo così severo con cui lei scrutava ogni nemico.
Le sue labbra rosse e sempre piegate in uno stupendo sorriso.
Le guance che lui aveva spesso sognato poter raggiungere con la propria mano e accarezzare dolcemente.
E, mentre una singola lacrima gli scivolava lungo la guancia, Ringabel pensò che finalmente erano alla pari.
Nell'altro mondo, lui si era salvato e lei no.
Nell'altro mondo, lui era scappato e lei aveva combattuto fino alla morte.
Nell'altro mondo, lui si era arreso e lei aveva continuato ad avanzare.
Adesso, in questo mondo, le cose si erano capovolte.
E questa era l'unica cosa che gli importava.
La sua missione si poteva considerare completa.

Duel

Mar. 16th, 2019 10:48 pm
QUESTA STORIA PARTECIPA AL COW-T9 INDETTO DA LANDE DI FANDOM
PROMPT: Scontro
Fandom: Bravely Default
Personaggi: Yew&Janne
Numero parole: 500
Note: raccolta di 5 drabble dipendenti


La prima volta che lui e Janne avevano incrociato le loro spade, in un vero e proprio duello, era stata molti anni prima, quando andavano ancora alle elementari.
Yew ricordava benissimo la sensazione di ammirazione e di stupore che aveva provato quando l'altro ragazzo l'aveva messo facilmente al tappeto, puntandogli il suo fioretto, fin troppo grande per lui al collo.
Come poteva dimenticarselo?
Era stato quello il momento in cui aveva giurato che avrebbe continuato a scontrarsi con quel ragazzo, a cercare ogni giorno di migliorarsi pur di superarlo.
Fu quello il giorno in cui, lui e Janne, divennero compagni.
 
«Sei troppo lento, Yew.»
Quando la spada gli volò via dalla mano destra, il ragazzo portò le mani alle ginocchia, ansimando pesantemente.
«Sei sleale, Janne. Non mi fai mai vincere.» si lamentò, asciugandosi poi il sudore che gli imperlava la fronte.
Erano anni che si allenavano insieme e, tutte le volte, ogni scontro finiva allo stesso modo: quando Yew pensava di aver vinto, Janne riusciva sempre a contrattaccare, mettendolo con le spalle al muro.
Il più grande ridacchiò, tendendogli la mano.
«Continuiamo ad allenarci?»
Yew non rispose. L'unica cosa che fece, fu afferrare la mano che Janne gli aveva teso.
 
Più il tempo passava, più le mosse di Janne si facevano sempre più facili da leggere per Yew.
Non sapeva perché, ma il ragazzo aveva notato che ogni volta che dimostrava al suo amico di essere in grado di aver compreso a pieno uno dei suoi attacchi, lui cambiava immediatamente strategia, mostrandogli così, mano a mano, tutti i suoi assi nella manica.
Non che questo fosse un male.
Erano compagni di squadra.
E niente avrebbe mai cambiato quel fatto.
Quindi sapere tutto l'uno dell'altro poteva solo aiutarli ad andare avanti e a combattere insieme, fianco a fianco, contro ogni nemico...
 
...O forse no.
Yew non avrebbe mai immaginato che un giorno sarebbe giunto a quello, a dover scontrarsi realmente contro quello che lui aveva da sempre considerato il suo più fedele amico.
«Prepara la spada, Yew.»
«Non posso, Janne.»
Non sapeva neanche lui quante volte aveva dato quella risposta oramai.
Sapeva che era tutto inutile, che niente avrebbe potuto far desistere quel ragazzo così tanto testardo.
Ma lui non voleva combattere.
Non voleva duellare con il suo migliore amico.
Non voleva rischiare di ucciderlo.
Però, quando Janne lo attaccò per primo, Yew non potè far altro che sguainare la spada.
 
Quello scontro durò molto meno di quelli che fino a quel momento lui era stato abituato a intraprendere con Janne.
In poco tempo, il suo amico era a terra, la spada di Yew piantata nello stomaco.
Era stato facile. Troppo facile.
E tutto questo perché Janne lo aveva solo aiutato, da sempre.
Durante quello scontro, Yew era riuscito a vincere, solo e unicamente perché Janne gli aveva permesso di farlo.
«S-Sei sleale, Janne.» sussurrò, mentre le lacrime iniziavano a scivolargli lungo le guance.
Un piccolo sorriso si formò sulle labbra del suo amico, prima che i suoi occhi si chiudessero.
QUESTA STORIA PARTECIPA AL COW-T9 INDETTO DA LANDE DI FANDOM
Prompt: In fuga (M1)
Parole: 921
Fandom: Bravely Default
Coppia: RingabelxEdea


Ringabel sapeva che c'erano molte cose che dei comuni mortali non erano in grado di fare.
Ad esempio, quasi nessuno era in grado di essere perfettamente equilibrato nel suo animo, bilanciando perfettamente modestia e narcisismo, difetti e qualità; quasi nessuno era in grado di essere così tanto sicuro di sé da non avere neanche un punto debole; quasi nessuno era così perfetto da riuscire a rimorchiare qualsiasi ragazza su cui mettesse gli occhi.
E, nonostante il ragazzo fosse fermamente convinto di far parte della categoria dei pochi eletti che aveva tutte le caratteristiche sopra elencate, lui era a conoscenza del fatto che, anche per persone così elevate e superiori come lui, c'erano ostacoli impossibili da superare.
«Ringabel, vieni fuori se ne hai il coraggio!»
... E una di quelle cose era sicuramente riuscire a sopravvivere ai una Edea Lee alquanto arrabbiata.
Il ragazzo lanciò un'occhiata veloce alla strada principale di Florem, rimanendo il più nascosto possibile dietro ad uno dei grandi edifici che la incorniciava ai lati.
Ed eccola lì.
Non che fosse difficile identificarla in quel momento.
Nonostante si trovasse in mezzo alla folla di turisti e abitanti del luogo che riempiva completamente la strada principale, era impossibile che anche una sola persona non potesse essere in grado di identificare Edea in quel momento.
Era così tanto furiosa che, anche se Ringabel si chiedesse come fosse possibile, era come se fossero ben visibili le nuvole di fumo che uscivano dalla sua testa.
I suoi capelli – biondi, luminosi e stupendi come sempre – erano sicuramente più elettrizzati del solito, soprattutto il suo ciuffo biondo che ritto, sull'attenti, era paragonabile quasi ad una temibile antenna pronta a localizzarlo ovunque lui si fosse nascosto.
Senza considerare il suo sguardo.
Quello sì che la rendeva fin troppo visibile in mezzo a quella folla.
Gli occhi azzurri di Edea erano adesso freddi, ghiacciati, e la ragazza non faceva che muoverli a destra e a sinistra, in alto e in basso, lanciando occhiatacce alle persone che passavano, cercando di localizzare il suo obiettivo.
Ringabel sentì un fortissimo brivido corrergli lungo la schiena quando notò che, anche se solo per un momento, lo sguardo della ragazza fu puntato nella sua direzione.
Odiava quello sguardo.
Cioè, ovviamente lo amava, così come amava tutto di quella ragazza.
Ma, allo stesso tempo, non poteva far altro che sentire il suo sangue gelarsi completamente nelle sue vene ogni volta che lei gli lanciava una di quelle occhiate che tanto la contraddistinguevano dalle altre ragazze con cui lui era uscito.
Non sapeva come fosse possibile una cosa del genere, ma Ringabel era convinto che, quando lei utilizzava quello sguardo così tanto letale e assassino, Edea riusciva perfettamente a localizzare la sua preda, ovunque essa fosse.
Niente poteva fermarla. Persone, mura, case, colline, montagne, oceani. Qualsiasi nascondiglio era vano.
Eppure, nonostante tutta la pericolosità che la ragazza trasmetteva in quel momento, Ringabel non poteva fare a meno che trovarla bellissima.
Avrebbe potuto passare ore ad osservarla in quello stato.
La smorfia arrabbiata che si era formata sul suo volto; le guance leggermente rosse; le spalle che le tremavano leggermente; i pugni che teneva così stretti da conficcare le sue unghie nella sua stessa carne; le gambe piantate al suolo, pronte a scattare non appena avrebbe avvistato la sua preda–
«Ringabel!»
Cazzo.
Quando vide che Edea si stava avvicinando ad una velocità quasi sovrumana, il ragazzo riprese a correre, cercando in tutti i modi una via di fuga che gli permettesse di seminare il mostro che continuava a inseguirlo.
Sapeva che lei era dietro di lui.
Sapeva fin troppo bene che oramai era stato agganciato.
E, soprattutto, sapeva che se lo avesse raggiunto, sarebbe stato davvero difficile sopravvivere.
Con quel pensiero in testa, il ragazzo continuò a correre lungo le vie di Florem, scansando qualsiasi persona gli capitasse sulla sua strada e cercando di confondere il suo inseguitore, cambiando continuamente la via che stava prendendo.
Poteva sentire i passi della ragazza dietro di lui farsi sempre più lontani.
Che la stesse seminando...?
Preso da un coraggio che neanche lui sapeva di avere, Ringabel lanciò uno sguardo alle sue spalle.
Un sospiro di sollievo lasciò le sue labbra. Edea non c'era più. Era riuscito a scappare.
Beh, questo lo rivalutava ulteriormente, no?
Se era riuscito a fuggire ad una bestia del genere, doveva assolutamente appartenere ad un'élite ancora più elevata e superiore di quella che credeva–
Il ragazzo andò a sbattere contro qualcuno e perse l'equilibrio, cadendo a terra all'indietro e ritrovandosi a sedere sul freddo pavimento in pietra.
Merda.
Sarebbe dovuto tornare a guardare davanti a sé.
«Mi scusi, non l'ho vista...» si scusò, alzando lo sguardo.
E fu in quel momento che il sangue gli si gelò nelle vene.
Edea Lee era lì, davanti a lui, le braccia incrociate al petto.
«Ringabel.»
«E-Edea.– il ragazzo poteva sentire il sudore scivolargli lungo la fronte –C-Che coincidenza, t-ti stavo giusto cercando.»
Prima che potesse aggiungere altro, lei si abbassò e lo afferrò per il colletto della camicia, portandolo a due centimetri dal suo viso.
«Questa me la paghi cara. Hai anche cercato di scappare.»
Ringabel deglutì.
Era spacciato.
«E-Edea ti posso spiegare!» cercò di salvarsi, invano.
«Risparmiati le tue scuse, so che sei stato tu a mangiare tutta la scorta di biscotti che mi ero portata da Eternia. Ripeto: questa me la paghi cara.»
Così, mentre Edea lo trascinava via, il ragazzo si rese conto che nessuno, ma proprio nessuno, sarebbe potuto appartenere a quell'élite tanto elevata da riuscire a fuggire da quella ragazza.

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