When it's not too bad to forget something
Mar. 9th, 2019 10:18 pmQUESTA STORIA PARTECIPA AL COW-T9 INDETTO DA LANDE DI FANDOM
Prompt: Dimenticarsi di qualcosa/qualcuno
Parole: 521
Fandom: Persona 4
Personaggi/Coppie: Kanji/Naoto
Note: raccolta di tre flashfic
Naoto non aveva mai dimenticato il pranzo.
Prompt: Dimenticarsi di qualcosa/qualcuno
Parole: 521
Fandom: Persona 4
Personaggi/Coppie: Kanji/Naoto
Note: raccolta di tre flashfic
Naoto non aveva mai dimenticato il pranzo.
Solitamente si svegliava molto presto, per poter preparare con tutta la calma di cui aveva bisogno il suo cestino che poi si sarebbe portata a scuola, così come faceva la maggior parte dei suoi compagni.
Quella mattina però, le cose non erano andate come previsto e, dopo che si era svegliata in ritardo, era dovuta correre alla stazione del bus, dimenticandosi completamente del fatto che, ad una certa ora, avrebbe pur dovuto mangiare qualcosa.
Si era resa conto di questo solo quando era oramai a scuola, seduta al suo banco, senza che potesse oramai fare più niente per rimediare.
Non che quello fosse un problema. Dopotutto, quel giorno sarebbero usciti prima del solito e quindi avrebbe potuto mettere qualcosa sotto i denti appena tornata a casa. Doveva solo resistere fino ad allora e sperare che il bus per tornare al suo appartamento non arrivasse troppo in ritardo.
Ma, quando Kanji la invitò a dividere il suo pranzo con lei, dandole così l’opportunità di rimanere da soli, Naoto pensò che forse non era poi una così brutta idea approfittare di quell’occasione e che, forse, poteva dimenticare più spesso di farsi il pranzo, se questo voleva dire poter passare la pausa pranzo in compagnia del ragazzo.
Kanji non pensava fosse possibile dimenticarsi una cosa del genere.
Seduto al suo banco, non poteva far altro che osservare la data che era stata scritta sulla lavagna, sentendosi un completo idiota.
Era il 14 marzo, il White Day, giorno in cui, a regola, sarebbe toccato a lui regalare qualcosa a Naoto dopo che lei gli aveva portato quella scatola di cioccolatini per San Valentino.
Ma lui se ne era dimenticato.
Non di fare il regalo, ovviamente.
A quello aveva pensato oramai da settimane.
Anzi, aveva anche rischiato che la sua ragazza lo trovasse in anticipo, visto quante volte avevano passato del tempo in camera sua in quell’ultimo mese.
E ora che era arrivato il giorno, era stato così cretino da lasciarlo a casa.
Ora sì che la detective non gliel’avrebbe fatta passare liscia...
Quando però Naoto gli chiese se potesse passare il pomeriggio da lui, il ragazzo capì di essere salvo.
Naoto non era poi così tanto disperata per aver dimenticato "accidentalmente" la propria tuta da ginnastica a casa, quella mattina.
Infatti, non aveva mai avuto particolarmente voglia di sostenere quell’attività e, quel giorno in particolare, si era svegliata con un umore per niente adatto per affrontare quelle tre ore di tortura che la aspettavano e che l’avrebbero mandata sicuramente al tappeto.
In realtà, non riusciva neanche a capire la vera utilità di quella materia.
L’unica cosa che facevano durante quelle ore era correre intorno al campo, competendo l’uno contro l’altro.
E come poteva lei, che aveva le gambe che erano nemmeno la metà di quelle della maggior parte dei suoi compagni, trovare quest’attività minimamente utile e divertente?
Ma, quando Kanji le propose di prestargli la sua maglia da usare come "tuta alternativa", sostenendo che lui sarebbe rimasto per tutta la lezione a torso nudo, Naoto pensò che forse quelle ore potevano essere meno pesanti di quel che sembravano.