Dreams and Nightmares
Mar. 10th, 2018 11:49 pmPROMPT: RESTRIZIONI
«Ti sei già arreso Yew?»
Il ragazzino alzò lo sguardo, incontrando lo sguardo fisso di Janne.
«Sei troppo forte per me Janne!» esclamò, sospirando e alzandosi in piedi.
«Sei tu ad essere troppo debole! Come farai a difendere sua Santità un giorno?» lo sgridò l'altro, ruotando la spada che aveva nella mano destra.
Il tono che aveva usato non era piaciuto molto a Yew che, a testa bassa, aveva solo annuito leggermente.
Dopo qualche secondo di silenzio, sentì l'altro sospirare, per poi avvicinarsi a lui.
«Continuiamo ad allenarci? Magari un giorno diventerai così forte da riuscire a battermi.» disse, posandogli una mano sulla testa.
Yew aveva alzato lo sguardo, sorridendo debolmente.
«Non credo che quel giorno arriverà mai, ma accetto volentieri l'offerta.»
Yew si svegliò nel suo letto, sentendo il proprio cuore andare leggermente più veloce del solito.
Gli capitava sempre più spesso di sognare avvenimenti vissuti nella sua infanzia, eventi veloci e sfuggevoli che si ritrovava a rivivere in prima persona.
Non che questo fosse così strano.
Aveva letto un libro che parlava dell'argomento e sapeva quindi con certezza che sognare luoghi e ricordi del passato era una cosa più che comune.
Peccato che in tutti i sogni che faceva, c'era sempre pure Janne.
E questa non era una cosa che Yew poteva ritenere così tanto “normale”.
Non sapeva come fosse possibile, ma ogni volta che si ritrovava a chiudere gli occhi, iniziava a pensare alla figura di quel ragazzo che da sempre era stato al suo fianco e che lui aveva sempre osservato.
Ma la cosa più strana è che Janne non prendeva possesso dei suoi pensieri solo nei momenti in cui si trovava addormentato.
Erano ormai settimane, se non mesi che si ritrovava quel ragazzo in testa ogni momento in cui lasciava andare un po' la guardia.
Il suo sorriso terribilmente accattivante, il suo sguardo seducente, i lunghi capelli che parevano chiedere a Yew di affondarci dentro le sue piccole mani...
Peccato che mano mano che andasse avanti, quei sogni narravano argomenti più recenti.
Trasformandosi in veri e propri incubi.
Janne gli puntò la spada alla gola, sorridendo beffardamente.
«Ti sei già arreso Yew?»
Il tono con cui aveva pronunciato quelle parole, lo aveva completamente bloccato sul posto e Yew non sapeva più davvero cosa fare.
Quello che aveva davanti non era il ragazzo che era sempre stato suo amico.
Non era il Janne a cui lui teneva particolarmente.
Non era colui che gli tendeva la mano e lo aiutava ad alzarsi alla fine di ogni duello perso.
No.
Stavolta la faccenda era seria.
Fin troppo seria.
Poteva sentire la lama ghiacciata del fioretto sfiorargli la pelle, mentre il ragazzo di fronte a lui gli mostrava uno sguardo sprezzante che Yew mai aveva visto prima.
«Addio.»
Poi con un colpo secco, gli tagliò la gola.
Yew aprì gli occhi di scatto, ritrovandosi sudato fradicio nel suo letto.
Si portò una mano alla gola, nel punto in cui Janne doveva aver affondato la spada nel suo collo, mentre delle calde lacrime iniziavano a scivolargli sulle guance senza che neanche se ne rendesse conto.
Non poteva andare avanti così.
Non poteva davvero continuare a vivere in questo modo.
La situazione era diventa insostenibile.
Se prima i sogni che faceva, per quanto strani, gli portavano alla mente momenti a lui cari che lo rendevano felice, adesso Yew provava dentro di sé solo un gran senso di tristezza.
Janne lo aveva abbandonato.
Il suo migliore amico, la persona a cui lui aveva sempre chiesto aiuto nei momenti di difficoltà, colui che più voleva al suo fianco se ne era andato lasciandolo indietro.
E non solo lo aveva completamente abbandonato, ma aveva anche tentato di ucciderlo, proprio come aveva rivissuto pochi momenti prima in quell'orribile incubo.
Di questo però, Yew non ne era poi tanto sicuro.
Insomma, Janne alla fine non gli aveva tagliato la gola, nonostante fosse a pochissimo dal poterlo uccidere con un solo colpo.
Qualcosa lo aveva fermato, lo aveva fatto desistere completamente.
E di questo Yew era immensamente grato.
Nel momento in cui Janne aveva allentato la sua presa su di lui, il ragazzo aveva come sentito una nuova speranza prendere possesso del suo corpo.
“Forse neanche lui vuole tutto questo.”
Quelle parole si erano scolpite nella sua mente e Yew era rimasto come completamente interdetto.
Possibile che quella fosse davvero la verità...?
Forse...
...c'era ancora un modo per salvarlo?
I sogni erano continuati e Yew non chiudeva ormai occhio da giorni.
Anzi, si era ritrovato sempre più spesso a pensare a Janne, a ideare strategie per riportarlo indietro, a trovare un modo per riavere quello che lui aveva da sempre considerato il suo migliore.
E dove aveva portato quel suo forte desidero?
Alla terribile scena che adesso aveva di fronte a lui.
Janne era tra le sue braccia, la spada dell'altro conficcata nel suo petto.
Le lacrime di Yew che scivolando dalle sue guance cadevano sul viso dell'altro.
«Non piangere Yew...»
Janne pronunciò debolmente quelle parole, passando una mano gentile sul viso del ragazzo.
«Ti ho sempre detto che non devi piangere dopo un duello, no? Qualsiasi esito ci sia di fronte a te.» sorrise debolmente.
Ma Yew non riusciva ad ascoltarlo.
Come poteva non piangere in quel momento?
Tutti i suoi sogni si erano infranti in quel momento, mentre i suoi incubi erano ormai diventati realtà.
Aveva ucciso Janne.
Lo aveva colpito a morte, aveva spinto la sua spada nel corpo del suo più caro amico.
Era convinto che un duello avrebbe risolto ogni problema.
Un duello come quelli che facevano ai cari vecchi tempi.
Un duello che poteva mettere finalmente fine a tutte quelle inutili sofferenze che da mesi lo tormentavano e non lo facevano dormire.
E invece no, le cose non erano andate nel modo che lui aveva sperato.
Ora era lì, che stringeva tra le braccia quel corpo ormai destinato a morire.
«Alla fine avevo ragione io.»
A quelle parole Yew lo guardò interdetto, cercando di capire a cosa stesse alludendo.
«Sei riuscito a battermi, proprio come ti dissi tanti anni fa.»
Yew sentì nuovamente le lacrime farsi strada verso i suoi occhi.
«J-Janne!»
Urlò il suo nome, per un'ultima volta.
Poi gli occhi del ragazzo a cui lui aveva sempre voluto bene si chiusero completamente.
Janne non era più con lui.
Aveva perso la persona che lo capiva più di tutti.
Aveva perso la persona a cui più teneva.
Aveva perso la persona che amava.
E quella notte, così come tutte quelle che seguirono, Yew faticò a chiudere occhio.